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		<title>Uploads from rocdam, tagged chiaiano</title>
		<link>http://www.flickr.com/photos/76057363@N00/tags/chiaiano/</link>
 		<description></description>
		<pubDate>Sat, 24 May 2008 23:43:32 -0700</pubDate>
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			<title>Uploads from rocdam, tagged chiaiano</title>
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		<item>
			<title>Delirio</title>
			<link>http://www.flickr.com/photos/76057363@N00/2519813855/</link>
			<description>			&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/people/76057363@N00/&quot;&gt;rocdam&lt;/a&gt; posted a photo:&lt;/p&gt;
	
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/photos/76057363@N00/2519813855/&quot; title=&quot;Delirio&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://farm4.staticflickr.com/3016/2519813855_05a4f281e9_m.jpg&quot; width=&quot;240&quot; height=&quot;160&quot; alt=&quot;Delirio&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Foto da &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it&quot;&gt;www.repubblica.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&amp;quot;Delirio. Il ponte sullo stretto di Messina. Delirio. Le centrali nucleari. Delirio. L’esercito in Campania. Delirio. I nuovi inceneritori. Delirio. I condannati in Parlamento. Delirio. Il 95% dei reati impuniti grazie alle leggi ad personam. Delirio. Testa d’Asfalto presidente del Consiglio grazie alle concessioni televisive di Craxi. Delirio. La legge elettorale porcata. Delirio. Le elezioni politiche incostituzionali. Delirio. La volontà popolare ignorata con la cancellazione dei referendum sulla legge elettorale, sul finanziamento pubblico ai partiti e sul NO al nucleare. Delirio. L’Italia senza libera informazione, tra il Botswana e l’Iraq. Delirio. Campania, Calabria e Sicilia in mano alle mafie. Delirio. I roghi contro i campi Rom. Delirio. Bassolino e Iervolino non si dimettono. Delirio. Topo Gigio non li licenzia. Delirio. Ignorata la sentenza della Corte di Giustizia Europea contro la legge Gasparri. Delirio. Rete 4 ci costa 350.000 euro di multa ogni giorno dal primo gennaio 2006. Delirio. Amanti, segretarie, avvocati di fiducia, portavoce e tirapiedi sono senatori e deputati. Delirio. E’ assente solo il cavallo di Caligola. Delirio. L’allargamento delle basi americane in Italia. Delirio. Andreotti prescritto per mafia e senatore a vita. Delirio. I miliardi di euro della Comunità Europea scomparsi per magia in Campania. Delirio. La moratoria per gli ingressi dalla Romania applicata in quasi tutta Europa dal primo gennaio 2007, ma non in Italia. Delirio. 22.000 imprese italiane in Romania con i finanziamenti della Comunità Europea (le nostre tasse) e la disoccupazione in Italia. Delirio. Il prezzo del petrolio sale, le bollette e la benzina aumentano, ma ENEL e ENI fanno più utili. Delirio. Geronzi, plurinquisito, capo di Mediobanca. Delirio. Scaroni, condannato, capo dell’ENI. Delirio. Sei milioni di precari. Delirio. Lo sviluppo più basso e i costi dello Stato più alti d’Europa. Delirio. 350.000 firme per un Parlamento Pulito abbandonate nella cantina del Senato. Delirio. 1.636 miliardi di euro di debito pubblico e 70 miliardi di interesse ogni anno, pari a tre finanziarie. Delirio. Emma Marcegaglia esperta di energia nucleare e Rubbia in Spagna. Delirio.&lt;br /&gt;
Il Paese è entrato in un nuovo stato: il delirio. “Uno stato di alterazione e confusione mentale, con agitazione motoria e allucinazioni, dovuto a accessi febbrili acuti e malattie mentali” (Il Nuovo Zingarelli).&lt;br /&gt;
L’Italia ha avuto la febbre per troppo tempo, adesso è seguito il delirio. Delirio vuol dire uscire dal solco. Noi abbiamo deragliato. La nave è in mano al cuoco di bordo e il capitano è profondamente addormentato sotto coperta&amp;quot;.&lt;br /&gt;
( testo da &lt;a href=&quot;http://www.beppegrillo.it&quot;&gt;www.beppegrillo.it&lt;/a&gt; )&lt;/p&gt;</description>
			<pubDate>Sat, 24 May 2008 23:43:32 -0700</pubDate>
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    <media:title>Delirio</media:title>
    <media:description type="html">&lt;p&gt;Foto da &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it&quot;&gt;www.repubblica.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&amp;quot;Delirio. Il ponte sullo stretto di Messina. Delirio. Le centrali nucleari. Delirio. L’esercito in Campania. Delirio. I nuovi inceneritori. Delirio. I condannati in Parlamento. Delirio. Il 95% dei reati impuniti grazie alle leggi ad personam. Delirio. Testa d’Asfalto presidente del Consiglio grazie alle concessioni televisive di Craxi. Delirio. La legge elettorale porcata. Delirio. Le elezioni politiche incostituzionali. Delirio. La volontà popolare ignorata con la cancellazione dei referendum sulla legge elettorale, sul finanziamento pubblico ai partiti e sul NO al nucleare. Delirio. L’Italia senza libera informazione, tra il Botswana e l’Iraq. Delirio. Campania, Calabria e Sicilia in mano alle mafie. Delirio. I roghi contro i campi Rom. Delirio. Bassolino e Iervolino non si dimettono. Delirio. Topo Gigio non li licenzia. Delirio. Ignorata la sentenza della Corte di Giustizia Europea contro la legge Gasparri. Delirio. Rete 4 ci costa 350.000 euro di multa ogni giorno dal primo gennaio 2006. Delirio. Amanti, segretarie, avvocati di fiducia, portavoce e tirapiedi sono senatori e deputati. Delirio. E’ assente solo il cavallo di Caligola. Delirio. L’allargamento delle basi americane in Italia. Delirio. Andreotti prescritto per mafia e senatore a vita. Delirio. I miliardi di euro della Comunità Europea scomparsi per magia in Campania. Delirio. La moratoria per gli ingressi dalla Romania applicata in quasi tutta Europa dal primo gennaio 2007, ma non in Italia. Delirio. 22.000 imprese italiane in Romania con i finanziamenti della Comunità Europea (le nostre tasse) e la disoccupazione in Italia. Delirio. Il prezzo del petrolio sale, le bollette e la benzina aumentano, ma ENEL e ENI fanno più utili. Delirio. Geronzi, plurinquisito, capo di Mediobanca. Delirio. Scaroni, condannato, capo dell’ENI. Delirio. Sei milioni di precari. Delirio. Lo sviluppo più basso e i costi dello Stato più alti d’Europa. Delirio. 350.000 firme per un Parlamento Pulito abbandonate nella cantina del Senato. Delirio. 1.636 miliardi di euro di debito pubblico e 70 miliardi di interesse ogni anno, pari a tre finanziarie. Delirio. Emma Marcegaglia esperta di energia nucleare e Rubbia in Spagna. Delirio.&lt;br /&gt;
Il Paese è entrato in un nuovo stato: il delirio. “Uno stato di alterazione e confusione mentale, con agitazione motoria e allucinazioni, dovuto a accessi febbrili acuti e malattie mentali” (Il Nuovo Zingarelli).&lt;br /&gt;
L’Italia ha avuto la febbre per troppo tempo, adesso è seguito il delirio. Delirio vuol dire uscire dal solco. Noi abbiamo deragliato. La nave è in mano al cuoco di bordo e il capitano è profondamente addormentato sotto coperta&amp;quot;.&lt;br /&gt;
( testo da &lt;a href=&quot;http://www.beppegrillo.it&quot;&gt;www.beppegrillo.it&lt;/a&gt; )&lt;/p&gt;</media:description>
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		</item>
		<item>
			<title>La presenza dello stato italiano a Napoli...</title>
			<link>http://www.flickr.com/photos/76057363@N00/2521686838/</link>
			<description>			&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/people/76057363@N00/&quot;&gt;rocdam&lt;/a&gt; posted a photo:&lt;/p&gt;
	
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/photos/76057363@N00/2521686838/&quot; title=&quot;La presenza dello stato italiano a Napoli...&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://farm4.staticflickr.com/3138/2521686838_5fe2cc2cac_m.jpg&quot; width=&quot;240&quot; height=&quot;160&quot; alt=&quot;La presenza dello stato italiano a Napoli...&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;14,19: il racconto dei testimoni.&lt;br /&gt;
&amp;quot;&amp;quot;Ho sentito le urla di un ragazzo che diceva di essersi spezzato le gambe, e mi sono affacciata al balcone - racconta una donna che vuole mantenere l'anonimato - ero al primo piano, a casa di una amica, e ho visto tutto. Il secondo giovane è stato spinto dalla polizia, che procedeva in avanti a manganellate. Quel giovane è rimasto aggrappato al muro, e qualcuno gli ha pestato le dita con il manganello, facendolo cadere&amp;quot;. Su questa sequenza i manifestanti contestano i giornalisti oggi: &amp;quot;Avevate tutte le immagini, ma non le avete mandate in onda - dice Antonio Conte, uno di loro, che conferma la dinamica - anche io ero lì, e ho visto il ragazzo spinto dalla polizia&amp;quot;. Si unisce al coro dei testimoni oculari delusi dai media, Vittorio Violante: &amp;quot;Sono un biologo, abito in un palazzo molto vicino al presidio. Ero lì, ho visto: quel giovane è stato spinto&amp;quot;. Aggiunge un altro elemento al racconto Giuliana, 27 anni, laureata in ingegneria: &amp;quot;Avevamo chiesto il tempo necessario per rimuovere l'autobus che ostruiva il passaggio delle auto: non ce lo hanno dato, hanno preferito attaccarci, e questo è molto grave&amp;quot;&amp;quot; ( agenzia Ansa, da &amp;quot;Repubblica&amp;quot; )&lt;br /&gt;
Foto da &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it&quot;&gt;www.repubblica.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Chiaiano, Napoli: il trattamento riservato ai manifestanti contro la riduzione di quella zona, ancora fra l'altro interessante dal punto di vista ambientale e paesistico, a discarica di monnezza.&lt;br /&gt;
Fin dal 1861, la sapiente presenza dello stato italiano a Napoli è condita da alcuni interessanti ingredienti, quali disinteresse, corruzione locale e nazionale, ricorso ad appoggi di organizzazioni non propriamente legali, chiacchiere, scenografia, incapacità malevola nel risolvere correttamente i problemi e uso della forza sempre direzionato nei confronti dei più deboli. Un atteggiamento che alcuni storici definiscono come di stampo prettamente colonialista. La situazione, in anni e anni di trattamenti, si è incancrenita, ed ha trasformato una delle città più belle e ricche di storia del mondo in una bomba ad orologeria.&lt;br /&gt;
In questa occasione destra e pseudo-sinistra non si sono smentite, e ripropongono in varia misura il consueto cocktail.&lt;/p&gt;</description>
			<pubDate>Sun, 25 May 2008 09:13:58 -0700</pubDate>
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    <media:description type="html">&lt;p&gt;14,19: il racconto dei testimoni.&lt;br /&gt;
&amp;quot;&amp;quot;Ho sentito le urla di un ragazzo che diceva di essersi spezzato le gambe, e mi sono affacciata al balcone - racconta una donna che vuole mantenere l'anonimato - ero al primo piano, a casa di una amica, e ho visto tutto. Il secondo giovane è stato spinto dalla polizia, che procedeva in avanti a manganellate. Quel giovane è rimasto aggrappato al muro, e qualcuno gli ha pestato le dita con il manganello, facendolo cadere&amp;quot;. Su questa sequenza i manifestanti contestano i giornalisti oggi: &amp;quot;Avevate tutte le immagini, ma non le avete mandate in onda - dice Antonio Conte, uno di loro, che conferma la dinamica - anche io ero lì, e ho visto il ragazzo spinto dalla polizia&amp;quot;. Si unisce al coro dei testimoni oculari delusi dai media, Vittorio Violante: &amp;quot;Sono un biologo, abito in un palazzo molto vicino al presidio. Ero lì, ho visto: quel giovane è stato spinto&amp;quot;. Aggiunge un altro elemento al racconto Giuliana, 27 anni, laureata in ingegneria: &amp;quot;Avevamo chiesto il tempo necessario per rimuovere l'autobus che ostruiva il passaggio delle auto: non ce lo hanno dato, hanno preferito attaccarci, e questo è molto grave&amp;quot;&amp;quot; ( agenzia Ansa, da &amp;quot;Repubblica&amp;quot; )&lt;br /&gt;
Foto da &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it&quot;&gt;www.repubblica.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Chiaiano, Napoli: il trattamento riservato ai manifestanti contro la riduzione di quella zona, ancora fra l'altro interessante dal punto di vista ambientale e paesistico, a discarica di monnezza.&lt;br /&gt;
Fin dal 1861, la sapiente presenza dello stato italiano a Napoli è condita da alcuni interessanti ingredienti, quali disinteresse, corruzione locale e nazionale, ricorso ad appoggi di organizzazioni non propriamente legali, chiacchiere, scenografia, incapacità malevola nel risolvere correttamente i problemi e uso della forza sempre direzionato nei confronti dei più deboli. Un atteggiamento che alcuni storici definiscono come di stampo prettamente colonialista. La situazione, in anni e anni di trattamenti, si è incancrenita, ed ha trasformato una delle città più belle e ricche di storia del mondo in una bomba ad orologeria.&lt;br /&gt;
In questa occasione destra e pseudo-sinistra non si sono smentite, e ripropongono in varia misura il consueto cocktail.&lt;/p&gt;</media:description>
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		</item>
		<item>
			<title>Mantovano: &quot;In Campania lo stato è rappresentato dalla polizia&quot;...</title>
			<link>http://www.flickr.com/photos/76057363@N00/2519142822/</link>
			<description>			&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/people/76057363@N00/&quot;&gt;rocdam&lt;/a&gt; posted a photo:&lt;/p&gt;
	
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/photos/76057363@N00/2519142822/&quot; title=&quot;Mantovano: &amp;quot;In Campania lo stato è rappresentato dalla polizia&amp;quot;...&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://farm3.staticflickr.com/2009/2519142822_601ce0aa3e_m.jpg&quot; width=&quot;240&quot; height=&quot;160&quot; alt=&quot;Mantovano: &amp;quot;In Campania lo stato è rappresentato dalla polizia&amp;quot;...&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Foto da &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it&quot;&gt;www.repubblica.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Su &amp;quot;Repubblica&amp;quot;: &amp;quot;Dalla professoressa Elisa Di Guida, docente di storia e filosofia in un liceo di Napoli, riceviamo questa testimonianza sugli scontri di ieri sera a Chiaiano: &amp;quot;Io sono nata in quella zona - ci ha raccontato per telefono - ma non abito più lì da tempo. Però mi sento legata a quella gente e a questa brutta vicenda. Così ieri sera ero lì e ho visto cose terribili. Ho avuto la sensazione che tutto fosse preparato, che la polizia abbia caricato improvvisamente senza una ragione, una scintilla. Perciò ho deciso di provare a scrivere quello che avevo visto&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ecco il racconto della professoressa Di Guida&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;quot;Datemi voce e spazio perché sui giornali di domani non si leggerà quello che è accaduto. Si leggerà che i manifestanti di Chiaiano sono entrati in contatto con la polizia. Ma io ero lì. E la storia è un'altra&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;quot;Alle 20 e 20 almeno 100 uomini, tra poliziotti, carabinieri e guardie di finanza hanno caricato la gente inerme. In prima fila non solo uomini, ma donne di ogni età e persone anziane. Cittadini tenaci ma civili - davanti agli occhi vedo ancora le loro mani alzate - che, nel tratto estremo di via Santa Maria a Cubito, presidiavano un incrocio. Tra le 19,05 e le 20,20 i due schieramenti si sono solo fronteggiati. Poi la polizia, in tenuta antisommossa, ha iniziato a caricare. La scena sembrava surreale: a guardarli dall'alto, i poliziotti sembravano solo procedere in avanti. Ma chi era per strada ne ha apprezzato la tecnica. Calci negli stinchi, colpi alle ginocchia con la parte estrema e bassa del manganello. I migliori strappavano orologi o braccialetti. Così, nel vano tentativo di recuperali, c'era chi abbassava le mani e veniva trascinato a terra per i polsi. La loro avanzata non ha risparmiato nessuno. Mi ha colpito soprattutto la violenza contro le donne: tantissime sono state spinte a terra, graffiate, strattonate. Dietro la plastica dei caschi, mi restano nella memoria gli occhi indifferenti, senza battiti di ciglia dei poliziotti. Quando sono scappata, più per la sorpresa che per la paura, trascinavano via due giovani uomini mentre tante donne erano sull'asfalto, livide di paura e rannicchiate. La gente urlava ma non rispondeva alla violenza, inveiva - invece - contro i giornalisti, al sicuro sul balcone di una pizzeria, impegnati nel fotografare&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;quot;Chiusa ogni via di accesso, alle 21, le camionette erano già almeno venti. Ma la gente di Chiaiano non se ne era andata. Alle 21.30, oltre 1000 persone erano ancora in strada. La storia è questa. Datemi voce e spazio. Perché si sappia quello che è accaduto. Lo stato di polizia e l'atmosfera violenta di questa sera somigliano troppo a quelli dei regimi totalitari. Proprio quelli di cui racconto, con orrore, ai miei studenti durante le lezioni di storia&amp;quot;.&amp;quot;&lt;/p&gt;</description>
			<pubDate>Sat, 24 May 2008 10:38:28 -0700</pubDate>
			                        <dc:date.Taken>2008-05-24T10:50:09-08:00</dc:date.Taken>
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    <media:description type="html">&lt;p&gt;Foto da &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it&quot;&gt;www.repubblica.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Su &amp;quot;Repubblica&amp;quot;: &amp;quot;Dalla professoressa Elisa Di Guida, docente di storia e filosofia in un liceo di Napoli, riceviamo questa testimonianza sugli scontri di ieri sera a Chiaiano: &amp;quot;Io sono nata in quella zona - ci ha raccontato per telefono - ma non abito più lì da tempo. Però mi sento legata a quella gente e a questa brutta vicenda. Così ieri sera ero lì e ho visto cose terribili. Ho avuto la sensazione che tutto fosse preparato, che la polizia abbia caricato improvvisamente senza una ragione, una scintilla. Perciò ho deciso di provare a scrivere quello che avevo visto&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ecco il racconto della professoressa Di Guida&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;quot;Datemi voce e spazio perché sui giornali di domani non si leggerà quello che è accaduto. Si leggerà che i manifestanti di Chiaiano sono entrati in contatto con la polizia. Ma io ero lì. E la storia è un'altra&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;quot;Alle 20 e 20 almeno 100 uomini, tra poliziotti, carabinieri e guardie di finanza hanno caricato la gente inerme. In prima fila non solo uomini, ma donne di ogni età e persone anziane. Cittadini tenaci ma civili - davanti agli occhi vedo ancora le loro mani alzate - che, nel tratto estremo di via Santa Maria a Cubito, presidiavano un incrocio. Tra le 19,05 e le 20,20 i due schieramenti si sono solo fronteggiati. Poi la polizia, in tenuta antisommossa, ha iniziato a caricare. La scena sembrava surreale: a guardarli dall'alto, i poliziotti sembravano solo procedere in avanti. Ma chi era per strada ne ha apprezzato la tecnica. Calci negli stinchi, colpi alle ginocchia con la parte estrema e bassa del manganello. I migliori strappavano orologi o braccialetti. Così, nel vano tentativo di recuperali, c'era chi abbassava le mani e veniva trascinato a terra per i polsi. La loro avanzata non ha risparmiato nessuno. Mi ha colpito soprattutto la violenza contro le donne: tantissime sono state spinte a terra, graffiate, strattonate. Dietro la plastica dei caschi, mi restano nella memoria gli occhi indifferenti, senza battiti di ciglia dei poliziotti. Quando sono scappata, più per la sorpresa che per la paura, trascinavano via due giovani uomini mentre tante donne erano sull'asfalto, livide di paura e rannicchiate. La gente urlava ma non rispondeva alla violenza, inveiva - invece - contro i giornalisti, al sicuro sul balcone di una pizzeria, impegnati nel fotografare&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;quot;Chiusa ogni via di accesso, alle 21, le camionette erano già almeno venti. Ma la gente di Chiaiano non se ne era andata. Alle 21.30, oltre 1000 persone erano ancora in strada. La storia è questa. Datemi voce e spazio. Perché si sappia quello che è accaduto. Lo stato di polizia e l'atmosfera violenta di questa sera somigliano troppo a quelli dei regimi totalitari. Proprio quelli di cui racconto, con orrore, ai miei studenti durante le lezioni di storia&amp;quot;.&amp;quot;&lt;/p&gt;</media:description>
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		</item>
		<item>
			<title>La presenza dello stato italiano a Napoli - &quot;Ci pisciano addosso e poi ci dicono che piove&quot; (proverbio catalano)</title>
			<link>http://www.flickr.com/photos/76057363@N00/2518032378/</link>
			<description>			&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/people/76057363@N00/&quot;&gt;rocdam&lt;/a&gt; posted a photo:&lt;/p&gt;
	
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/photos/76057363@N00/2518032378/&quot; title=&quot;La presenza dello stato italiano a Napoli - &amp;quot;Ci pisciano addosso e poi ci dicono che piove&amp;quot; (proverbio catalano)&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://farm3.staticflickr.com/2295/2518032378_f8febfc5d2_m.jpg&quot; width=&quot;240&quot; height=&quot;159&quot; alt=&quot;La presenza dello stato italiano a Napoli - &amp;quot;Ci pisciano addosso e poi ci dicono che piove&amp;quot; (proverbio catalano)&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Chiaiano, Napoli: il trattamento riservato ai manifestanti contro la riduzione di quella zona, ancora fra l'altro interessante dal punto di vista ambientale e paesistico, a discarica di monnezza.&lt;br /&gt;
Fin dal 1861, la sapiente presenza dello stato italiano a Napoli è condita da alcuni interessanti ingredienti, quali disinteresse, corruzione locale e nazionale, ricorso ad appoggi di organizzazioni non propriamente legali, chiacchiere, scenografia, incapacità malevola nel risolvere correttamente i problemi e uso della forza sempre direzionato nei confronti dei più deboli. Un atteggiamento che alcuni storici definiscono come di stampo prettamente colonialista. La situazione, in anni e anni di trattamenti, si è incancrenita, ed ha trasformato una delle città più belle e ricche di storia del mondo in una bomba ad orologeria.&lt;br /&gt;
In questa occasione destra e pseudo-sinistra non si sono smentite, e ripropongono in varia misura il consueto cocktail.&lt;br /&gt;
( foto da &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it&quot;&gt;www.repubblica.it&lt;/a&gt; )&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
The presence of the Italian state in Naples.&lt;br /&gt;
Chiaiano, Naples: the treatment reserved to the demonstrators against the reduction of that zone, still interesting from the environmental point of view, to dump of garbage.  &lt;br /&gt;
Since 1861, the wise presence of the Italian state to Naples is seasoned from some interesting ingredients, what indifference, local and national corruption, supports of no-legal organizations, chatters, scenography, malevolent incapability in to resolve correctly the problems and use of the strength always towards the weak. The situation, in years and years of treatments, is affected with gangrene, and has turned one of the most beautiful and rich cities of history of the world into a bomb to clockmaking.  &lt;br /&gt;
In this occasion right and pseudo-left they are not denied, and they propose in various measure the usual cocktail.&lt;/p&gt;</description>
			<pubDate>Fri, 23 May 2008 22:32:10 -0700</pubDate>
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Fin dal 1861, la sapiente presenza dello stato italiano a Napoli è condita da alcuni interessanti ingredienti, quali disinteresse, corruzione locale e nazionale, ricorso ad appoggi di organizzazioni non propriamente legali, chiacchiere, scenografia, incapacità malevola nel risolvere correttamente i problemi e uso della forza sempre direzionato nei confronti dei più deboli. Un atteggiamento che alcuni storici definiscono come di stampo prettamente colonialista. La situazione, in anni e anni di trattamenti, si è incancrenita, ed ha trasformato una delle città più belle e ricche di storia del mondo in una bomba ad orologeria.&lt;br /&gt;
In questa occasione destra e pseudo-sinistra non si sono smentite, e ripropongono in varia misura il consueto cocktail.&lt;br /&gt;
( foto da &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it&quot;&gt;www.repubblica.it&lt;/a&gt; )&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
The presence of the Italian state in Naples.&lt;br /&gt;
Chiaiano, Naples: the treatment reserved to the demonstrators against the reduction of that zone, still interesting from the environmental point of view, to dump of garbage.  &lt;br /&gt;
Since 1861, the wise presence of the Italian state to Naples is seasoned from some interesting ingredients, what indifference, local and national corruption, supports of no-legal organizations, chatters, scenography, malevolent incapability in to resolve correctly the problems and use of the strength always towards the weak. The situation, in years and years of treatments, is affected with gangrene, and has turned one of the most beautiful and rich cities of history of the world into a bomb to clockmaking.  &lt;br /&gt;
In this occasion right and pseudo-left they are not denied, and they propose in various measure the usual cocktail.&lt;/p&gt;</media:description>
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