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		<title>Uploads from G.Salvatore, tagged newyorkcity</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 04:33:40 -0700</pubDate>
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			<title>&quot;HABITAT&quot; coming soon..</title>
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			<description>			&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/people/ph_art/&quot;&gt;G.Salvatore&lt;/a&gt; posted a photo:&lt;/p&gt;
	
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/photos/ph_art/4537811664/&quot; title=&quot;&amp;quot;HABITAT&amp;quot; coming soon..&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://farm5.staticflickr.com/4028/4537811664_1085f75aa0_m.jpg&quot; width=&quot;240&quot; height=&quot;160&quot; alt=&quot;&amp;quot;HABITAT&amp;quot; coming soon..&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;New York city. 2009&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.fotografiaeuropea.it/Sezione.jsp?titolo=Giovanni+Salvatore+-+Libreria+''L'Orlando+Curioso''&amp;amp;idSezione=341&amp;amp;lookfor=giovanni salvatore&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt; Habitat in mostra &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Habitat (in mostra a Reggio Emilia per &amp;quot;Fotografia Europea 2010)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nei miei viaggi in Italia e all'estero mi sono guardato intorno in due modi, il primo stimolando la ricerca di input da parte delle persone, cercando di ritrarre fotograficamente la storia di singoli individui o di singole comunità. Questa spontanea metodologia mi ha spesso permesso di raggiungere l'obbiettivo di trovare nel microcosmo e nel rapporto interpersonale il senso più ampio di un luogo, di una situazione comune, di una storia. Il secondo modo con il quale ho lavorato, e continuo a farlo, concerne in maniera specifica l'insieme di scatti titolato “habitat”. Attraverso la distanza, mi sono posto mentalmente così da non avere influenze nella visione privata, personale e soggettiva dei luoghi, ho reagito istantaneamente alla presenza umana, reale o implicita, cercando di visualizzare in foto non solo il luogo, non solo i soggetti, ma l'amalgama delle due cose, della loro interazione e del coinvolgimento reciproco. Ho sempre avuto una grande ammirazione per il modo in cui Francesco Jodice descrive l'ambiente urbano, la sintesi delle megalopoli e dell'utilizzo sociale di questi posti innaturali, dei quali si sta prendendo consapevolezza sia in senso spazio-ambientale che architettonico, sia in direzione di collettività ed aggregazione sociale, che in modo isolato. Ovviamente non voglio porre paragoni, ma ritengo che citare Jodice renda più semplice la descrizione dell'intenzionalità prevista per questo progetto fotografico. “Habitat” nasce con l'intento di dare una forma tangibile e chiara, immediata e “singolare”, ai luoghi del vivere, e si sviluppa non con una descrizione diversa da luogo a luogo, ma attraverso l'utilizzo di un occhio comune, sia esteticamente che concettualmente, un giudizio univoco che si differenzia solo nei diversi siti, nei diversi gesti dei soggetti che vi sono ambientati. Mi ha spinto a scattare talvolta la luce, che si fa scenografia urbana ed extraurbana, talvolta una struttura imponente e simbolica, relazionata ad un atteggiamento umano, magari un semplice gesto, altre ancora la trama di una metropoli o i sentieri di un piccolo paesino. Ho cercato di fermare una situazione per me incantevole e che, allo stesso tempo ed in sintesi, descrivesse le sensazioni, le intuizioni che io stesso provavo in relazione ad una località, un habitat in particolare. Le foto che finora compongono questo progetto sono state scattate in diverse località d'Italia, in Irlanda, a Budapest, nello Yucatan, a New York ed in altre località degli Stati Uniti e, pur restando un lavoro in evoluzione, credo ora, che la quantità, la qualità e la differenziazione circostanziata delle foto, sia più che sufficiente per avere un filo conduttore ed un profilo consapevole. Nelle foto, tutte a colori, ho tentato di rileggere in chiave personale e moderna gli acquerelli del Canaletto e del Vedutismo trasponendo il ruolo dell'architettura da semplice sfondo di un soggetto principale, a parte integrante dell'immagine. I luoghi, urbani o naturali essi siano, sono ripresi volutamente con grande formalismo estetico, freddo e compiuto e con il proposito di rendere all'osservatore l' obbiettività con cui ho concepito questo lavoro. La creazione del luogo, sia essa opera umana od originale, resta invariata ed appunto formale ma, all'interno di questi ambienti, emerge sempre un particolare, un aneddoto piccolo ma sporgente (spesso una presenza umana) che costituisce la zona poetica, il prodigio dell'immagine stessa resa all’interlocutore. Chi osserva è quasi obbligato a giungere presso quel particolare, a riconsiderare l'intera area della foto e a vedere l'insieme delle due cose, l'amalgama appunto del luogo, dell'habitat che circonda ed ingloba questo particolare. E' la gestualità degli irriconoscibili anonimi, coinvolti in queste foto, la loro maniera di incedere, ciò che stavano fisicamente facendo, che poi propone un'orma originale ad ogni scatto, e che restituisce un senso od un altro, passando, lo spero, sempre per un incantesimo inteso come similitudine, leggera e poetica, dello stupore. Un habitat, un luogo del vivere reso tale da una scena, un'atmosfera, un movimento, che, per l'appunto, mi hanno stregato grazie alla sintesi comunicativa che avevano in quell'istante. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Libreria “L’Orlando Curioso” - Piazza San Domenico 1 - Reggio Emilia&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inaugurazione:&lt;br /&gt;
venerdì 7 maggio 2010 dalle 17.00 alle 19.00&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Orari:&lt;br /&gt;
Aperto tutti i giorni dalle 09.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.30. Chiuso giovedì pomeriggio e domenica.&lt;/p&gt;</description>
			<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 04:33:40 -0700</pubDate>
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    <media:description type="html">&lt;p&gt;New York city. 2009&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.fotografiaeuropea.it/Sezione.jsp?titolo=Giovanni+Salvatore+-+Libreria+''L'Orlando+Curioso''&amp;amp;idSezione=341&amp;amp;lookfor=giovanni salvatore&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt; Habitat in mostra &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Habitat (in mostra a Reggio Emilia per &amp;quot;Fotografia Europea 2010)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nei miei viaggi in Italia e all'estero mi sono guardato intorno in due modi, il primo stimolando la ricerca di input da parte delle persone, cercando di ritrarre fotograficamente la storia di singoli individui o di singole comunità. Questa spontanea metodologia mi ha spesso permesso di raggiungere l'obbiettivo di trovare nel microcosmo e nel rapporto interpersonale il senso più ampio di un luogo, di una situazione comune, di una storia. Il secondo modo con il quale ho lavorato, e continuo a farlo, concerne in maniera specifica l'insieme di scatti titolato “habitat”. Attraverso la distanza, mi sono posto mentalmente così da non avere influenze nella visione privata, personale e soggettiva dei luoghi, ho reagito istantaneamente alla presenza umana, reale o implicita, cercando di visualizzare in foto non solo il luogo, non solo i soggetti, ma l'amalgama delle due cose, della loro interazione e del coinvolgimento reciproco. Ho sempre avuto una grande ammirazione per il modo in cui Francesco Jodice descrive l'ambiente urbano, la sintesi delle megalopoli e dell'utilizzo sociale di questi posti innaturali, dei quali si sta prendendo consapevolezza sia in senso spazio-ambientale che architettonico, sia in direzione di collettività ed aggregazione sociale, che in modo isolato. Ovviamente non voglio porre paragoni, ma ritengo che citare Jodice renda più semplice la descrizione dell'intenzionalità prevista per questo progetto fotografico. “Habitat” nasce con l'intento di dare una forma tangibile e chiara, immediata e “singolare”, ai luoghi del vivere, e si sviluppa non con una descrizione diversa da luogo a luogo, ma attraverso l'utilizzo di un occhio comune, sia esteticamente che concettualmente, un giudizio univoco che si differenzia solo nei diversi siti, nei diversi gesti dei soggetti che vi sono ambientati. Mi ha spinto a scattare talvolta la luce, che si fa scenografia urbana ed extraurbana, talvolta una struttura imponente e simbolica, relazionata ad un atteggiamento umano, magari un semplice gesto, altre ancora la trama di una metropoli o i sentieri di un piccolo paesino. Ho cercato di fermare una situazione per me incantevole e che, allo stesso tempo ed in sintesi, descrivesse le sensazioni, le intuizioni che io stesso provavo in relazione ad una località, un habitat in particolare. Le foto che finora compongono questo progetto sono state scattate in diverse località d'Italia, in Irlanda, a Budapest, nello Yucatan, a New York ed in altre località degli Stati Uniti e, pur restando un lavoro in evoluzione, credo ora, che la quantità, la qualità e la differenziazione circostanziata delle foto, sia più che sufficiente per avere un filo conduttore ed un profilo consapevole. Nelle foto, tutte a colori, ho tentato di rileggere in chiave personale e moderna gli acquerelli del Canaletto e del Vedutismo trasponendo il ruolo dell'architettura da semplice sfondo di un soggetto principale, a parte integrante dell'immagine. I luoghi, urbani o naturali essi siano, sono ripresi volutamente con grande formalismo estetico, freddo e compiuto e con il proposito di rendere all'osservatore l' obbiettività con cui ho concepito questo lavoro. La creazione del luogo, sia essa opera umana od originale, resta invariata ed appunto formale ma, all'interno di questi ambienti, emerge sempre un particolare, un aneddoto piccolo ma sporgente (spesso una presenza umana) che costituisce la zona poetica, il prodigio dell'immagine stessa resa all’interlocutore. Chi osserva è quasi obbligato a giungere presso quel particolare, a riconsiderare l'intera area della foto e a vedere l'insieme delle due cose, l'amalgama appunto del luogo, dell'habitat che circonda ed ingloba questo particolare. E' la gestualità degli irriconoscibili anonimi, coinvolti in queste foto, la loro maniera di incedere, ciò che stavano fisicamente facendo, che poi propone un'orma originale ad ogni scatto, e che restituisce un senso od un altro, passando, lo spero, sempre per un incantesimo inteso come similitudine, leggera e poetica, dello stupore. Un habitat, un luogo del vivere reso tale da una scena, un'atmosfera, un movimento, che, per l'appunto, mi hanno stregato grazie alla sintesi comunicativa che avevano in quell'istante. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Libreria “L’Orlando Curioso” - Piazza San Domenico 1 - Reggio Emilia&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inaugurazione:&lt;br /&gt;
venerdì 7 maggio 2010 dalle 17.00 alle 19.00&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Orari:&lt;br /&gt;
Aperto tutti i giorni dalle 09.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.30. Chiuso giovedì pomeriggio e domenica.&lt;/p&gt;</media:description>
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			<title>sono in stand by riflessiva.</title>
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			<description>			&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/people/ph_art/&quot;&gt;G.Salvatore&lt;/a&gt; posted a photo:&lt;/p&gt;
	
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/photos/ph_art/4461596293/&quot; title=&quot;sono in stand by riflessiva.&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://farm3.staticflickr.com/2662/4461596293_6d58b3d8fa_m.jpg&quot; width=&quot;160&quot; height=&quot;240&quot; alt=&quot;sono in stand by riflessiva.&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;New York City. Smalls Jazz Club. 2009.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.smallsjazzclub.com/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.smallsjazzclub.com/&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
			<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 12:25:04 -0800</pubDate>
			                        <dc:date.Taken>2009-09-04T06:55:13-08:00</dc:date.Taken>
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&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.smallsjazzclub.com/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.smallsjazzclub.com/&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</media:description>
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			<title></title>
			<link>http://www.flickr.com/photos/ph_art/5258670463/</link>
			<description>			&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/people/ph_art/&quot;&gt;G.Salvatore&lt;/a&gt; posted a photo:&lt;/p&gt;
	
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/photos/ph_art/5258670463/&quot; title=&quot;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://farm6.staticflickr.com/5287/5258670463_7624979f3f_m.jpg&quot; width=&quot;160&quot; height=&quot;240&quot; alt=&quot;&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;NYC. 2009.&lt;/p&gt;</description>
			<pubDate>Wed, 15 Dec 2010 06:34:51 -0800</pubDate>
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			<description>			&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/people/ph_art/&quot;&gt;G.Salvatore&lt;/a&gt; posted a photo:&lt;/p&gt;
	
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/photos/ph_art/3890705861/&quot; title=&quot;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://farm3.staticflickr.com/2476/3890705861_d7635c4d2a_m.jpg&quot; width=&quot;160&quot; height=&quot;240&quot; alt=&quot;&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;New York. Manhattan Bridge. 2009.&lt;/p&gt;</description>
			<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 02:00:00 -0800</pubDate>
			                        <dc:date.Taken>2009-08-23T00:12:53-08:00</dc:date.Taken>
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