<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?>
<rss version="2.0"
	    xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"
	    xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	    xmlns:creativeCommons="http://cyber.law.harvard.edu/rss/creativeCommonsRssModule.html"
	          xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#"
      xmlns:georss="http://www.georss.org/georss"
      xmlns:woe="http://where.yahooapis.com/v1/schema.rng"
	    xmlns:flickr="urn:flickr:user" >
	<channel>


		<title>Uploads from And979, tagged sanbenedettopo, with geodata</title>
		<link>http://www.flickr.com/photos/andrea1979/tags/sanbenedettopo/</link>
 		<description></description>
		<pubDate>Sun, 04 Mar 2012 13:00:23 -0800</pubDate>
		<lastBuildDate>Sun, 04 Mar 2012 13:00:23 -0800</lastBuildDate>
		<generator>http://www.flickr.com/</generator>
		<image>
			<url>http://farm7.staticflickr.com/6149/buddyicons/66115189@N06.jpg?1326462175#66115189@N06</url>
			<title>Uploads from And979, tagged sanbenedettopo, with geodata</title>
			<link>http://www.flickr.com/photos/andrea1979/tags/sanbenedettopo/</link>
		</image>

		<item>
			<title>Basilica di San Benedetto in Polirone</title>
			<link>http://www.flickr.com/photos/andrea1979/6953433435/</link>
			<description>			&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/people/andrea1979/&quot;&gt;And979&lt;/a&gt; posted a photo:&lt;/p&gt;
	
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/photos/andrea1979/6953433435/&quot; title=&quot;Basilica di San Benedetto in Polirone&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://farm8.staticflickr.com/7210/6953433435_aa43781c1a_m.jpg&quot; width=&quot;240&quot; height=&quot;171&quot; alt=&quot;Basilica di San Benedetto in Polirone&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;EF-S18-55mm f/3.5-5.6 IS II&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Basilica domina il centro di San Benedetto Po ed era il cuore anche dell’antico monastero benedettino. La struttura attuale rispecchia l’architettura fondamentale che disegnò per essa il genio di Giulio Romano, ma dal momento che egli tenne conto delle architetture precedenti, poiché ancora vi si conservano insigni testimonianze medievali, e dato che essa subì in seguito altri interventi, possiamo considerarla come il compendio dei momenti salienti della storia e della civiltà polironiane. La prima chiesa del monastero fu donata da Tedaldo di Canossa nel 1007 a cui seguì, intorno alla metà del secolo XI, una seconda costruzione, voluta da Bonifacio di Canossa. Al tempo di Matilde si ricostruì tutta la parte est della chiesa. La riedificazione comportò la costruzione di un deambulatorio a cappelle radiali ed un transetto sporgente a due absidi. Il braccio sinistro del transetto coincise con il vestibolo del precedente oratorio di Santa Maria. L’aver adottato le consuetudini liturgiche cluniacensi fece sì che anche le chiese della congregazione dovessero imitare le strutture edilizie di Cluny, per questo anche la basilica polironiana venne ricostruita intorno al 1130. In seguito, abbandonata a se stessa, fatiscente, la chiesa cominciò ad essere restaurata dopo l’ingresso del monastero nella congregazione di Santa Giustina, per opera dell’abate commendatario Guido Gonzaga, fra il 1420 e il 1450, epoca a cui risalgono le volte e la cupola della navata centrale. Un secolo dopo, l’abate Gregorio Cortese, incaricò della sua ricostruzione Giulio Romano e la sua scuola. Giulio Romano conservò il deambulatorio romanico e le volte gotiche della navata centrale, travestendoli con una ricca decorazione classica e manierista a grottesche. Interamente sue sono invece le cappelle annesse alle navate laterali e la soluzione delle serliane a dividere le navate. Il presbiterio fu dotato di muri pieni per appoggiarvi il coro, trasferito dopo il Concilio di Trento, dietro l’altare.&lt;br /&gt;
Anche nella Sagrestia, Giulio Romano dovette intervenire su strutture preesistenti. Gli affreschi della volta sono opera di un ignoto pittore della metà del XVI sec. Gli armadi lignei furono eseguiti tra il 1561 e il 1563 da Giovanni Maria Piantavigna, architetto e intagliatore bresciano. Le analogie degli armadi della Sagrestia con il coro ligneo sono evidenti (capitelli, colonnine); non è improbabile che entrambi siano stati eseguiti utilizzando un disegno di Giulio Romano.&lt;br /&gt;
Nell’ambiente posto tra il transetto e la Sagrestia si trova la tomba di Matilde di Canossa, un sarcofago in alabastro sorretto da quattro leoncini di marmo rosso (Quattro-Cinquecento); su di esso era esposto il quadro del Farinati con il ritratto della grancontessa. Il basamento e le decorazioni a monocromo sono del 1792, ma il corpo di Matilde non si trova più nel suo sepolcro dal 1633, quando l’abate Andreasi lo vendette a papa Urbano VIII che lo pose nella Basilica di San Pietro, a Roma, e gli dedicò la tomba-monumento di Gian Lorenzo Bernini.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
The abbey of San Benedetto in Polirone stands in the Italian comune San Benedetto Po, near Mantua.&lt;br /&gt;
The abbey was founded in 1007 by Tedald, count of Canossa, the paternal grandfather of Matilda of Canossa, countess of Tuscany, with a grant to the Benedictine monks, of half his land lying between the rivers Po and Lirone, prompting the title &amp;quot;in Polirone&amp;quot;. Polirone was the monastery most closely associated with his grand-daughter, Matilda, who granted estates and dependencies. Boniface III, Margrave of Tuscany made further grants and commissioned a larger church, housing the remains of the hermit, Simeon of Polirone (died 1016). In 1077 the community passed into the reformed Benedictines under the Abbey of Cluny. At the time of the Gregorian reforms, the abbot was one of the principal proponents of the papacy in the Investiture Conflict.&lt;br /&gt;
From 1115 until 1632, the abbey church housed thearca raised on eight columns housing the mortal remains of Matilda of Canossa, who had selected Polirone as her memorial place, rather than the ancestral mortuary church of Canossa. For centuries she was accorded almost the veneration of a founding patron saint at Polirone. Her body was transferred to the Basilica of St. Peter, Rome, in 1632.&lt;br /&gt;
Polirone was one of the richest abbeys of northern Italy. In the 15th century, Guido Gonzaga, abbot in commendam, rebuilt the church in late Gothic style. The abbey church was rebuilt again, to designs of Giulio Romano, in 1539-44, but some floor mosaics and sculptural details survive from the earlier church. The wall and vaults were extensively frescoed, by Antonio da Correggio and Antonio Begarelli, among others. The patrons funding the new construction through posthumous grants were two. One, the patroness, greeted by the monastic community as a &amp;quot;new Matilda&amp;quot;, was Lucrezia Pico della Mirandola, sister of the humanist Giovanni Pico della Mirandola. Cesare d'Arsago's will also provided funding. Thirty-one figures by Antonio Begarelli of Modena were provided for the church, and Paolo Veronese provided three altarpieces in 1562.&lt;/p&gt;</description>
			<pubDate>Sun, 04 Mar 2012 13:00:23 -0800</pubDate>
			                        <dc:date.Taken>2012-03-04T15:14:42-08:00</dc:date.Taken>
            			<author flickr:profile="http://www.flickr.com/people/andrea1979/">nobody@flickr.com (And979)</author>
			<guid isPermaLink="false">tag:flickr.com,2004:/photo/6953433435</guid>
                <georss:point>45.04192 10.928424</georss:point>
    <geo:lat>45.04192</geo:lat>
    <geo:long>10.928424</geo:long>
    <woe:woeid>722350</woe:woeid>
                <media:content url="http://farm8.staticflickr.com/7210/6953433435_aa43781c1a_b.jpg" 
                   type="image/jpeg"
                   height="730"
                   width="1024"/>
    <media:title>Basilica di San Benedetto in Polirone</media:title>
    <media:description type="html">&lt;p&gt;EF-S18-55mm f/3.5-5.6 IS II&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Basilica domina il centro di San Benedetto Po ed era il cuore anche dell’antico monastero benedettino. La struttura attuale rispecchia l’architettura fondamentale che disegnò per essa il genio di Giulio Romano, ma dal momento che egli tenne conto delle architetture precedenti, poiché ancora vi si conservano insigni testimonianze medievali, e dato che essa subì in seguito altri interventi, possiamo considerarla come il compendio dei momenti salienti della storia e della civiltà polironiane. La prima chiesa del monastero fu donata da Tedaldo di Canossa nel 1007 a cui seguì, intorno alla metà del secolo XI, una seconda costruzione, voluta da Bonifacio di Canossa. Al tempo di Matilde si ricostruì tutta la parte est della chiesa. La riedificazione comportò la costruzione di un deambulatorio a cappelle radiali ed un transetto sporgente a due absidi. Il braccio sinistro del transetto coincise con il vestibolo del precedente oratorio di Santa Maria. L’aver adottato le consuetudini liturgiche cluniacensi fece sì che anche le chiese della congregazione dovessero imitare le strutture edilizie di Cluny, per questo anche la basilica polironiana venne ricostruita intorno al 1130. In seguito, abbandonata a se stessa, fatiscente, la chiesa cominciò ad essere restaurata dopo l’ingresso del monastero nella congregazione di Santa Giustina, per opera dell’abate commendatario Guido Gonzaga, fra il 1420 e il 1450, epoca a cui risalgono le volte e la cupola della navata centrale. Un secolo dopo, l’abate Gregorio Cortese, incaricò della sua ricostruzione Giulio Romano e la sua scuola. Giulio Romano conservò il deambulatorio romanico e le volte gotiche della navata centrale, travestendoli con una ricca decorazione classica e manierista a grottesche. Interamente sue sono invece le cappelle annesse alle navate laterali e la soluzione delle serliane a dividere le navate. Il presbiterio fu dotato di muri pieni per appoggiarvi il coro, trasferito dopo il Concilio di Trento, dietro l’altare.&lt;br /&gt;
Anche nella Sagrestia, Giulio Romano dovette intervenire su strutture preesistenti. Gli affreschi della volta sono opera di un ignoto pittore della metà del XVI sec. Gli armadi lignei furono eseguiti tra il 1561 e il 1563 da Giovanni Maria Piantavigna, architetto e intagliatore bresciano. Le analogie degli armadi della Sagrestia con il coro ligneo sono evidenti (capitelli, colonnine); non è improbabile che entrambi siano stati eseguiti utilizzando un disegno di Giulio Romano.&lt;br /&gt;
Nell’ambiente posto tra il transetto e la Sagrestia si trova la tomba di Matilde di Canossa, un sarcofago in alabastro sorretto da quattro leoncini di marmo rosso (Quattro-Cinquecento); su di esso era esposto il quadro del Farinati con il ritratto della grancontessa. Il basamento e le decorazioni a monocromo sono del 1792, ma il corpo di Matilde non si trova più nel suo sepolcro dal 1633, quando l’abate Andreasi lo vendette a papa Urbano VIII che lo pose nella Basilica di San Pietro, a Roma, e gli dedicò la tomba-monumento di Gian Lorenzo Bernini.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
The abbey of San Benedetto in Polirone stands in the Italian comune San Benedetto Po, near Mantua.&lt;br /&gt;
The abbey was founded in 1007 by Tedald, count of Canossa, the paternal grandfather of Matilda of Canossa, countess of Tuscany, with a grant to the Benedictine monks, of half his land lying between the rivers Po and Lirone, prompting the title &amp;quot;in Polirone&amp;quot;. Polirone was the monastery most closely associated with his grand-daughter, Matilda, who granted estates and dependencies. Boniface III, Margrave of Tuscany made further grants and commissioned a larger church, housing the remains of the hermit, Simeon of Polirone (died 1016). In 1077 the community passed into the reformed Benedictines under the Abbey of Cluny. At the time of the Gregorian reforms, the abbot was one of the principal proponents of the papacy in the Investiture Conflict.&lt;br /&gt;
From 1115 until 1632, the abbey church housed thearca raised on eight columns housing the mortal remains of Matilda of Canossa, who had selected Polirone as her memorial place, rather than the ancestral mortuary church of Canossa. For centuries she was accorded almost the veneration of a founding patron saint at Polirone. Her body was transferred to the Basilica of St. Peter, Rome, in 1632.&lt;br /&gt;
Polirone was one of the richest abbeys of northern Italy. In the 15th century, Guido Gonzaga, abbot in commendam, rebuilt the church in late Gothic style. The abbey church was rebuilt again, to designs of Giulio Romano, in 1539-44, but some floor mosaics and sculptural details survive from the earlier church. The wall and vaults were extensively frescoed, by Antonio da Correggio and Antonio Begarelli, among others. The patrons funding the new construction through posthumous grants were two. One, the patroness, greeted by the monastic community as a &amp;quot;new Matilda&amp;quot;, was Lucrezia Pico della Mirandola, sister of the humanist Giovanni Pico della Mirandola. Cesare d'Arsago's will also provided funding. Thirty-one figures by Antonio Begarelli of Modena were provided for the church, and Paolo Veronese provided three altarpieces in 1562.&lt;/p&gt;</media:description>
    <media:thumbnail url="http://farm8.staticflickr.com/7210/6953433435_aa43781c1a_s.jpg" height="75" width="75" />
    <media:credit role="photographer">And979</media:credit>
    <media:category scheme="urn:flickr:tags">italy abbey canon italia basilica sanbenedetto hdr italie abbaye abbazia cluniac 600d sanbenedettopo polirone cluniacense clunisienne</media:category>
		</item>

	</channel>
</rss>