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		<title>Uploads from Luigi Strano, tagged venice, with geodata</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 07:31:01 -0800</pubDate>
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			<title>Venetian carnival masks</title>
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			<description>			&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/people/luigistrano/&quot;&gt;Luigi Strano&lt;/a&gt; posted a video:&lt;/p&gt;
	
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/photos/luigistrano/6389517237/&quot; title=&quot;Venetian carnival masks&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://farm7.staticflickr.com/6120/6389517237_9409029b09_m.jpg&quot; width=&quot;240&quot; height=&quot;179&quot; alt=&quot;Venetian carnival masks&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Soundtrack : &amp;quot;Il Carnevale di Venezia&amp;quot; by Carmelo Pellitteri from Taormina -&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Carnival started as a time for celebration and expression throughout the classes, as wearing masks hid any form of identity between social classes. Masks have always been a central feature of the Venetian carnival; traditionally people were allowed to wear them between the festival of Santo Stefano (St. Stephen's Day, December 26) and the start of the carnival season and midnight of Shrove Tuesday. They have always been around Venice. As masks were also allowed on Ascension and from October 5 to Christmas, people could spend a large proportion of the year in disguise. Maskmakers (mascherari) enjoyed a special position in society, with their own laws and their own guild.&lt;br /&gt;
Venetian masks can be made in leather or with the original glass technique. The original masks were rather simple in design and decoration and often had a symbolic and practical function.Nowadays, most of them are made with the application of gesso and gold leaf and are all hand-painted using natural feathers and gems to decorate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Carnevale di Venezia è uno dei più conosciuti ed apprezzati carnevali del mondo.Le sue origini sono molto antiche: la prima testimonianza risale ad un documento del Doge Vitale Falier del 1094, dove si parla di divertimenti pubblici e nel quale il vocabolo Carnevale viene citato per la prima volta. L’istituzione del Carnevale da parte delle oligarchie veneziane è generalmente attribuita alla necessità della Serenissima, al pari di quanto già avveniva nell’antica Roma (vedi panem et circenses), di concedere alla popolazione, e soprattutto ai ceti più umili, un breve periodo dedicato interamente al divertimento e ai festeggiamenti, durante il quale i veneziani e i forestieri si riversavano in tutta la città a far festa con musiche e balli sfrenati.Attraverso l’anonimato che garantivano maschere e costumi, si otteneva una sorta di livellamento di tutte le divisioni sociali ed era autorizzata persino la pubblica derisione delle autorità e dell’aristocrazia. Evidentemente tali concessioni erano largamente tollerate e considerate un provvidenziale sfogo alle tensioni e ai malumori che si creavano inevitabilmente all'interno della Repubblica di Venezia, che poneva rigidi limiti su questioni come la morale comune e l'ordine pubblico dei suoi cittadini.Il primo documento ufficiale che dichiara il Carnevale di Venezia una festa pubblica è un editto del 1296, quando il Senato della Repubblica dichiarò festivo il giorno precedente la Quaresima.In quest’epoca, e per molti secoli che si succedettero, il Carnevale durava sei settimane, dal 26 dicembre al Mercoledì delle Ceneri, anche se i festeggiamenti talvolta venivano fatti cominciare già i primi giorni di ottobre.Indossando maschere e costumi era possibile celare totalmente la propria identità e si annullava in questo modo ogni forma di appartenenza personale a classi sociali, sesso, religione. Ognuno poteva stabilire atteggiamenti e comportamenti in base ai nuovi costumi ed alle mutate sembianze. Per questo motivo, il saluto che risuonava di continuo nell’atto di incrociare un nuovo &amp;quot;personaggio&amp;quot; era semplicemente Buongiorno signora maschera.La partecipazione gioiosa e in incognito a questo rito di travestimento collettivo era, ed è tuttora, l’essenza stessa del Carnevale. Un periodo spensierato di liberazione dalle proprie abitudini quotidiane e da tutti i pregiudizi e maldicenze, anche nei propri confronti. Si faceva tutti parte di un grande palcoscenico mascherato, in cui attori e spettatori si fondevano in un unico ed immenso corteo di figure e colori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Font : Wikipedia &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/user/luigi48fdv#p/u/22/dC5zcoXQGeU&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.youtube.com/user/luigi48fdv#p/u/22/dC5zcoXQGeU&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
			<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 07:31:01 -0800</pubDate>
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    <media:title>Venetian carnival masks</media:title>
    <media:description type="html">&lt;p&gt;Soundtrack : &amp;quot;Il Carnevale di Venezia&amp;quot; by Carmelo Pellitteri from Taormina -&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Carnival started as a time for celebration and expression throughout the classes, as wearing masks hid any form of identity between social classes. Masks have always been a central feature of the Venetian carnival; traditionally people were allowed to wear them between the festival of Santo Stefano (St. Stephen's Day, December 26) and the start of the carnival season and midnight of Shrove Tuesday. They have always been around Venice. As masks were also allowed on Ascension and from October 5 to Christmas, people could spend a large proportion of the year in disguise. Maskmakers (mascherari) enjoyed a special position in society, with their own laws and their own guild.&lt;br /&gt;
Venetian masks can be made in leather or with the original glass technique. The original masks were rather simple in design and decoration and often had a symbolic and practical function.Nowadays, most of them are made with the application of gesso and gold leaf and are all hand-painted using natural feathers and gems to decorate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Carnevale di Venezia è uno dei più conosciuti ed apprezzati carnevali del mondo.Le sue origini sono molto antiche: la prima testimonianza risale ad un documento del Doge Vitale Falier del 1094, dove si parla di divertimenti pubblici e nel quale il vocabolo Carnevale viene citato per la prima volta. L’istituzione del Carnevale da parte delle oligarchie veneziane è generalmente attribuita alla necessità della Serenissima, al pari di quanto già avveniva nell’antica Roma (vedi panem et circenses), di concedere alla popolazione, e soprattutto ai ceti più umili, un breve periodo dedicato interamente al divertimento e ai festeggiamenti, durante il quale i veneziani e i forestieri si riversavano in tutta la città a far festa con musiche e balli sfrenati.Attraverso l’anonimato che garantivano maschere e costumi, si otteneva una sorta di livellamento di tutte le divisioni sociali ed era autorizzata persino la pubblica derisione delle autorità e dell’aristocrazia. Evidentemente tali concessioni erano largamente tollerate e considerate un provvidenziale sfogo alle tensioni e ai malumori che si creavano inevitabilmente all'interno della Repubblica di Venezia, che poneva rigidi limiti su questioni come la morale comune e l'ordine pubblico dei suoi cittadini.Il primo documento ufficiale che dichiara il Carnevale di Venezia una festa pubblica è un editto del 1296, quando il Senato della Repubblica dichiarò festivo il giorno precedente la Quaresima.In quest’epoca, e per molti secoli che si succedettero, il Carnevale durava sei settimane, dal 26 dicembre al Mercoledì delle Ceneri, anche se i festeggiamenti talvolta venivano fatti cominciare già i primi giorni di ottobre.Indossando maschere e costumi era possibile celare totalmente la propria identità e si annullava in questo modo ogni forma di appartenenza personale a classi sociali, sesso, religione. Ognuno poteva stabilire atteggiamenti e comportamenti in base ai nuovi costumi ed alle mutate sembianze. Per questo motivo, il saluto che risuonava di continuo nell’atto di incrociare un nuovo &amp;quot;personaggio&amp;quot; era semplicemente Buongiorno signora maschera.La partecipazione gioiosa e in incognito a questo rito di travestimento collettivo era, ed è tuttora, l’essenza stessa del Carnevale. Un periodo spensierato di liberazione dalle proprie abitudini quotidiane e da tutti i pregiudizi e maldicenze, anche nei propri confronti. Si faceva tutti parte di un grande palcoscenico mascherato, in cui attori e spettatori si fondevano in un unico ed immenso corteo di figure e colori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Font : Wikipedia &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/user/luigi48fdv#p/u/22/dC5zcoXQGeU&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.youtube.com/user/luigi48fdv#p/u/22/dC5zcoXQGeU&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</media:description>
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		</item>
		<item>
			<title>Venezia - The Gondolier (Oarsman)</title>
			<link>http://www.flickr.com/photos/luigistrano/6389138227/</link>
			<description>			&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/people/luigistrano/&quot;&gt;Luigi Strano&lt;/a&gt; posted a photo:&lt;/p&gt;
	
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/photos/luigistrano/6389138227/&quot; title=&quot;Venezia - The Gondolier (Oarsman)&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://farm7.staticflickr.com/6056/6389138227_d8c9c19cd9_m.jpg&quot; width=&quot;189&quot; height=&quot;240&quot; alt=&quot;Venezia - The Gondolier (Oarsman)&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;The gondola is a traditional Venetian rowing boat. Gondolas were for centuries the chief means of transportation within Venice and still have a role in public transport, serving as traghetti (ferries) over the Grand Canal. Their primary role, however, is to carry tourists on rides at established prices. Gondola showing use of oarThe gondola is propelled by an oarsman (the gondolier) who stands facing the bow and rows with a forward stroke, followed by a compensating backward stroke. Contrary to popular belief the gondola is never poled like a punt as the waters of Venice are too deep. Until about two hundred years ago, gondolas often were fitted with a &amp;quot;felze,&amp;quot; a small open cabin, to protect the passengers from sun or rain. A sumptuary law of Venice required that gondolas should be painted black, and they are customarily so painted now.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La gondola veneziana è un'imbarcazione tipica della laguna di Venezia.Per le sue caratteristiche di manovrabilità e velocità è stata, fino all'avvento dei mezzi motorizzati, l'imbarcazione veneziana più adatta al trasporto di persone in una città come Venezia, le cui vie acquee sono sempre state la via più usata per i trasporti.La gondola è composta da 280 diversi pezzi, fabbricati con varie essenze di legname.La sua costruzione richiede solitamente più di un anno.Un tempo veniva costruita e ricoverata in rimessaggio in piccoli cantieri detti squèri come ad esempio lo squero di San Trovaso.Lunga all'incirca 11 metri e di caratteristica forma asimmetrica, con il lato sinistro più largo del destro, può essere condotta da uno o due rematori che vogano alla veneta, cioè rivolti verso la prua.Il lungo remo è manovrato appoggiandolo ad una sorta di scalmo libero denominato fórcola, che si inserisce in un'apposita fessura e viene sfilato dopo l'uso.L'asimmetria serve a semplificare la conduzione a un solo remo. La molto accentuata asimmetria delle gondole attuali è comunque di introduzione piuttosto recente: progetti della fine dell'Ottocento dimostrano che, all'epoca, la forma era solo marginalmente asimmetrica. Malgrado la considerevole lunghezza, la gondola è estremamente maneggevole, grazie al fondo piatto e alla ridotta porzione di scafo immersa, e può essere manovrata anche in spazi angusti. Le manovre richiedono però una notevole abilità da parte del conduttore, detto gondoliere, che deve essere dotato di un senso dell'equilibrio molto sviluppato in quanto la posizione di voga all'estremità della poppa è assai instabile. Per evitare scontri, vi è l'usanza di avvertire alla voce quando si svolta in un rio stretto e i tipici richiami (òhe) sono divenuti un elemento caratteristico della città.Attualmente le gondole sono imbarcazioni aperte ma, sino ai primi anni del secolo scorso, erano dotate di una cabina smontabile detta fèlze. Quando Venezia era una città con un numero di abitanti molto più elevato dell'attuale e non erano stati realizzati i cospicui interramenti dei rii (avvenuti in epoca ottocentesca) la gondola costituiva il mezzo di trasporto per eccellenza. Le permanenze a bordo potevano quindi essere piuttosto lunghe e, con il clima invernale veneziano, la copertura del fèlze consentiva una certa confortevolezza e intimità.Il tradizionale colore nero dell'imbarcazione è conseguenza di un antico decreto suntuario del Senato veneziano volto a limitare l'eccessivo sfarzo nella decorazione delle gondole, anticamente dipinte di colori sgargianti e coperte di stoffe preziose e dorature.Le famiglie nobili possedevano una o più gondole de casàda con cui si facevano trasportare per affari o diporto. I cosiddetti freschi, occasioni di incontro e mondanità, erano vere e proprie passeggiate in barca che si svolgevano per la città. Questa abitudine dette origine anche ad un genere musicale, la cosiddetta canzone da batèlo, che ebbe il suo massimo fulgore nel Settecento ma che ancora oggi è molto praticata a scopi turistici.La corporazione dei gondolieri è stata sempre governata da uno statuto, detto Mariègola, in cui si stabilivano i doveri degli appartenenti. Dagli atti della corporazione è possibile desumere una serie di interessanti notizie, sia tecniche che economiche. Ad esempio è documentato che alla metà del Settecento le gondole a Venezia fossero all'incirca millecinquecento&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Font : Wikipedia&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/user/luigi48fdv#p/u/22/dC5zcoXQGeU&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.youtube.com/user/luigi48fdv#p/u/22/dC5zcoXQGeU&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
			<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 06:13:38 -0800</pubDate>
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    <media:description type="html">&lt;p&gt;The gondola is a traditional Venetian rowing boat. Gondolas were for centuries the chief means of transportation within Venice and still have a role in public transport, serving as traghetti (ferries) over the Grand Canal. Their primary role, however, is to carry tourists on rides at established prices. Gondola showing use of oarThe gondola is propelled by an oarsman (the gondolier) who stands facing the bow and rows with a forward stroke, followed by a compensating backward stroke. Contrary to popular belief the gondola is never poled like a punt as the waters of Venice are too deep. Until about two hundred years ago, gondolas often were fitted with a &amp;quot;felze,&amp;quot; a small open cabin, to protect the passengers from sun or rain. A sumptuary law of Venice required that gondolas should be painted black, and they are customarily so painted now.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La gondola veneziana è un'imbarcazione tipica della laguna di Venezia.Per le sue caratteristiche di manovrabilità e velocità è stata, fino all'avvento dei mezzi motorizzati, l'imbarcazione veneziana più adatta al trasporto di persone in una città come Venezia, le cui vie acquee sono sempre state la via più usata per i trasporti.La gondola è composta da 280 diversi pezzi, fabbricati con varie essenze di legname.La sua costruzione richiede solitamente più di un anno.Un tempo veniva costruita e ricoverata in rimessaggio in piccoli cantieri detti squèri come ad esempio lo squero di San Trovaso.Lunga all'incirca 11 metri e di caratteristica forma asimmetrica, con il lato sinistro più largo del destro, può essere condotta da uno o due rematori che vogano alla veneta, cioè rivolti verso la prua.Il lungo remo è manovrato appoggiandolo ad una sorta di scalmo libero denominato fórcola, che si inserisce in un'apposita fessura e viene sfilato dopo l'uso.L'asimmetria serve a semplificare la conduzione a un solo remo. La molto accentuata asimmetria delle gondole attuali è comunque di introduzione piuttosto recente: progetti della fine dell'Ottocento dimostrano che, all'epoca, la forma era solo marginalmente asimmetrica. Malgrado la considerevole lunghezza, la gondola è estremamente maneggevole, grazie al fondo piatto e alla ridotta porzione di scafo immersa, e può essere manovrata anche in spazi angusti. Le manovre richiedono però una notevole abilità da parte del conduttore, detto gondoliere, che deve essere dotato di un senso dell'equilibrio molto sviluppato in quanto la posizione di voga all'estremità della poppa è assai instabile. Per evitare scontri, vi è l'usanza di avvertire alla voce quando si svolta in un rio stretto e i tipici richiami (òhe) sono divenuti un elemento caratteristico della città.Attualmente le gondole sono imbarcazioni aperte ma, sino ai primi anni del secolo scorso, erano dotate di una cabina smontabile detta fèlze. Quando Venezia era una città con un numero di abitanti molto più elevato dell'attuale e non erano stati realizzati i cospicui interramenti dei rii (avvenuti in epoca ottocentesca) la gondola costituiva il mezzo di trasporto per eccellenza. Le permanenze a bordo potevano quindi essere piuttosto lunghe e, con il clima invernale veneziano, la copertura del fèlze consentiva una certa confortevolezza e intimità.Il tradizionale colore nero dell'imbarcazione è conseguenza di un antico decreto suntuario del Senato veneziano volto a limitare l'eccessivo sfarzo nella decorazione delle gondole, anticamente dipinte di colori sgargianti e coperte di stoffe preziose e dorature.Le famiglie nobili possedevano una o più gondole de casàda con cui si facevano trasportare per affari o diporto. I cosiddetti freschi, occasioni di incontro e mondanità, erano vere e proprie passeggiate in barca che si svolgevano per la città. Questa abitudine dette origine anche ad un genere musicale, la cosiddetta canzone da batèlo, che ebbe il suo massimo fulgore nel Settecento ma che ancora oggi è molto praticata a scopi turistici.La corporazione dei gondolieri è stata sempre governata da uno statuto, detto Mariègola, in cui si stabilivano i doveri degli appartenenti. Dagli atti della corporazione è possibile desumere una serie di interessanti notizie, sia tecniche che economiche. Ad esempio è documentato che alla metà del Settecento le gondole a Venezia fossero all'incirca millecinquecento&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Font : Wikipedia&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/user/luigi48fdv#p/u/22/dC5zcoXQGeU&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.youtube.com/user/luigi48fdv#p/u/22/dC5zcoXQGeU&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</media:description>
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		<item>
			<title>Venice - Mask 2</title>
			<link>http://www.flickr.com/photos/luigistrano/6387289935/</link>
			<description>			&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/people/luigistrano/&quot;&gt;Luigi Strano&lt;/a&gt; posted a photo:&lt;/p&gt;
	
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/photos/luigistrano/6387289935/&quot; title=&quot;Venice - Mask 2&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://farm8.staticflickr.com/7021/6387289935_2de4f63098_m.jpg&quot; width=&quot;180&quot; height=&quot;240&quot; alt=&quot;Venice - Mask 2&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt; Every February, Venice becomes a living theater as residents and tourists alike take to the canals and streets in fabulous costumes for one of the major events of the year. The tradition of wearing a mask to hide your identity and allow you to misbehave with impunity is ancient, but only in Venice is the tradition kept so alive today.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Indossando maschere e costumi era possibile celare totalmente la propria identità e si annullava in questo modo ogni forma di appartenenza personale a classi sociali, sesso, religione. Ognuno poteva stabilire atteggiamenti e comportamenti in base ai nuovi costumi ed alle mutate sembianze. Per questo motivo, il saluto che risuonava di continuo nell’atto di incrociare unnuovo &amp;quot;personaggio&amp;quot; era semplicemente Buongiorno signora maschera.La partecipazione gioiosa e in incognito a questo rito di travestimento collettivo era, ed è tuttora, l’essenza stessa del Carnevale. Un periodo spensierato di liberazione dalle proprie abitudini quotidiane e da tutti i pregiudizi e maldicenze, anche nei propri confronti. Si faceva tutti parte di un grande palcoscenico mascherato, in cui attori e spettatori si fondevano in un unico ed immenso corteo di figure e colori.Con l’usanza sempre più diffusa dei travestimenti per il Carnevale, a Venezia nacque dal nulla e si sviluppò gradualmente un vero e proprio commercio di maschere e costumi. A partire dal 1271, vi sono notizie di produzione di maschere, scuole e tecniche per la loro realizzazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/user/luigi48fdv#p/u/22/dC5zcoXQGeU&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.youtube.com/user/luigi48fdv#p/u/22/dC5zcoXQGeU&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
			<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 20:58:49 -0800</pubDate>
			                        <dc:date.Taken>2005-04-24T13:34:03-08:00</dc:date.Taken>
            			<author flickr:profile="http://www.flickr.com/people/luigistrano/">nobody@flickr.com (Luigi Strano)</author>
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    <media:description type="html">&lt;p&gt; Every February, Venice becomes a living theater as residents and tourists alike take to the canals and streets in fabulous costumes for one of the major events of the year. The tradition of wearing a mask to hide your identity and allow you to misbehave with impunity is ancient, but only in Venice is the tradition kept so alive today.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Indossando maschere e costumi era possibile celare totalmente la propria identità e si annullava in questo modo ogni forma di appartenenza personale a classi sociali, sesso, religione. Ognuno poteva stabilire atteggiamenti e comportamenti in base ai nuovi costumi ed alle mutate sembianze. Per questo motivo, il saluto che risuonava di continuo nell’atto di incrociare unnuovo &amp;quot;personaggio&amp;quot; era semplicemente Buongiorno signora maschera.La partecipazione gioiosa e in incognito a questo rito di travestimento collettivo era, ed è tuttora, l’essenza stessa del Carnevale. Un periodo spensierato di liberazione dalle proprie abitudini quotidiane e da tutti i pregiudizi e maldicenze, anche nei propri confronti. Si faceva tutti parte di un grande palcoscenico mascherato, in cui attori e spettatori si fondevano in un unico ed immenso corteo di figure e colori.Con l’usanza sempre più diffusa dei travestimenti per il Carnevale, a Venezia nacque dal nulla e si sviluppò gradualmente un vero e proprio commercio di maschere e costumi. A partire dal 1271, vi sono notizie di produzione di maschere, scuole e tecniche per la loro realizzazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/user/luigi48fdv#p/u/22/dC5zcoXQGeU&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.youtube.com/user/luigi48fdv#p/u/22/dC5zcoXQGeU&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</media:description>
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			<title>Venice - Mask 4</title>
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			<description>			&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/people/luigistrano/&quot;&gt;Luigi Strano&lt;/a&gt; posted a photo:&lt;/p&gt;
	
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/photos/luigistrano/6387282513/&quot; title=&quot;Venice - Mask 4&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://farm8.staticflickr.com/7013/6387282513_2680511f37_m.jpg&quot; width=&quot;180&quot; height=&quot;240&quot; alt=&quot;Venice - Mask 4&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt; Every February, Venice becomes a living theater as residents and tourists alike take to the canals and streets in fabulous costumes for one of the major events of the year. The tradition of wearing a mask to hide your identity and allow you to misbehave with impunity is ancient, but only in Venice is the tradition kept so alive today.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Indossando maschere e costumi era possibile celare totalmente la propria identità e si annullava in questo modo ogni forma di appartenenza personale a classi sociali, sesso, religione. Ognuno poteva stabilire atteggiamenti e comportamenti in base ai nuovi costumi ed alle mutate sembianze. Per questo motivo, il saluto che risuonava di continuo nell’atto di incrociare unnuovo &amp;quot;personaggio&amp;quot; era semplicemente Buongiorno signora maschera.La partecipazione gioiosa e in incognito a questo rito di travestimento collettivo era, ed è tuttora, l’essenza stessa del Carnevale. Un periodo spensierato di liberazione dalle proprie abitudini quotidiane e da tutti i pregiudizi e maldicenze, anche nei propri confronti. Si faceva tutti parte di un grande palcoscenico mascherato, in cui attori e spettatori si fondevano in un unico ed immenso corteo di figure e colori.Con l’usanza sempre più diffusa dei travestimenti per il Carnevale, a Venezia nacque dal nulla e si sviluppò gradualmente un vero e proprio commercio di maschere e costumi. A partire dal 1271, vi sono notizie di produzione di maschere, scuole e tecniche per la loro realizzazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/user/luigi48fdv#p/u/22/dC5zcoXQGeU&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.youtube.com/user/luigi48fdv#p/u/22/dC5zcoXQGeU&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
			<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 20:56:52 -0800</pubDate>
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    <media:title>Venice - Mask 4</media:title>
    <media:description type="html">&lt;p&gt; Every February, Venice becomes a living theater as residents and tourists alike take to the canals and streets in fabulous costumes for one of the major events of the year. The tradition of wearing a mask to hide your identity and allow you to misbehave with impunity is ancient, but only in Venice is the tradition kept so alive today.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Indossando maschere e costumi era possibile celare totalmente la propria identità e si annullava in questo modo ogni forma di appartenenza personale a classi sociali, sesso, religione. Ognuno poteva stabilire atteggiamenti e comportamenti in base ai nuovi costumi ed alle mutate sembianze. Per questo motivo, il saluto che risuonava di continuo nell’atto di incrociare unnuovo &amp;quot;personaggio&amp;quot; era semplicemente Buongiorno signora maschera.La partecipazione gioiosa e in incognito a questo rito di travestimento collettivo era, ed è tuttora, l’essenza stessa del Carnevale. Un periodo spensierato di liberazione dalle proprie abitudini quotidiane e da tutti i pregiudizi e maldicenze, anche nei propri confronti. Si faceva tutti parte di un grande palcoscenico mascherato, in cui attori e spettatori si fondevano in un unico ed immenso corteo di figure e colori.Con l’usanza sempre più diffusa dei travestimenti per il Carnevale, a Venezia nacque dal nulla e si sviluppò gradualmente un vero e proprio commercio di maschere e costumi. A partire dal 1271, vi sono notizie di produzione di maschere, scuole e tecniche per la loro realizzazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/user/luigi48fdv#p/u/22/dC5zcoXQGeU&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.youtube.com/user/luigi48fdv#p/u/22/dC5zcoXQGeU&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</media:description>
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			<title>Venice - Mask 1</title>
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&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/photos/luigistrano/6387292801/&quot; title=&quot;Venice - Mask 1&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://farm7.staticflickr.com/6211/6387292801_982045225c_m.jpg&quot; width=&quot;180&quot; height=&quot;240&quot; alt=&quot;Venice - Mask 1&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Every February, Venice becomes a living theater as residents and tourists alike take to the canals and streets in fabulous costumes for one of the major events of the year. The tradition of wearing a mask to hide your identity and allow you to misbehave with impunity is ancient, but only in Venice is the tradition kept so alive today.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Indossando maschere e costumi era possibile celare totalmente la propria identità e si annullava in questo modo ogni forma di appartenenza personale a classi sociali, sesso, religione. Ognuno poteva stabilire atteggiamenti e comportamenti in base ai nuovi costumi ed alle mutate sembianze. Per questo motivo, il saluto che risuonava di continuo nell’atto di incrociare unnuovo &amp;quot;personaggio&amp;quot; era semplicemente Buongiorno signora maschera.La partecipazione gioiosa e in incognito a questo rito di travestimento collettivo era, ed è tuttora, l’essenza stessa del Carnevale. Un periodo spensierato di liberazione dalle proprie abitudini quotidiane e da tutti i pregiudizi e maldicenze, anche nei propri confronti. Si faceva tutti parte di un grande palcoscenico mascherato, in cui attori e spettatori si fondevano in un unico ed immenso corteo di figure e colori.Con l’usanza sempre più diffusa dei travestimenti per il Carnevale, a Venezia nacque dal nulla e si sviluppò gradualmente un vero e proprio commercio di maschere e costumi. A partire dal 1271, vi sono notizie di produzione di maschere, scuole e tecniche per la loro realizzazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/user/luigi48fdv#p/u/22/dC5zcoXQGeU&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.youtube.com/user/luigi48fdv#p/u/22/dC5zcoXQGeU&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
			<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 20:59:32 -0800</pubDate>
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    <media:title>Venice - Mask 1</media:title>
    <media:description type="html">&lt;p&gt;Every February, Venice becomes a living theater as residents and tourists alike take to the canals and streets in fabulous costumes for one of the major events of the year. The tradition of wearing a mask to hide your identity and allow you to misbehave with impunity is ancient, but only in Venice is the tradition kept so alive today.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Indossando maschere e costumi era possibile celare totalmente la propria identità e si annullava in questo modo ogni forma di appartenenza personale a classi sociali, sesso, religione. Ognuno poteva stabilire atteggiamenti e comportamenti in base ai nuovi costumi ed alle mutate sembianze. Per questo motivo, il saluto che risuonava di continuo nell’atto di incrociare unnuovo &amp;quot;personaggio&amp;quot; era semplicemente Buongiorno signora maschera.La partecipazione gioiosa e in incognito a questo rito di travestimento collettivo era, ed è tuttora, l’essenza stessa del Carnevale. Un periodo spensierato di liberazione dalle proprie abitudini quotidiane e da tutti i pregiudizi e maldicenze, anche nei propri confronti. Si faceva tutti parte di un grande palcoscenico mascherato, in cui attori e spettatori si fondevano in un unico ed immenso corteo di figure e colori.Con l’usanza sempre più diffusa dei travestimenti per il Carnevale, a Venezia nacque dal nulla e si sviluppò gradualmente un vero e proprio commercio di maschere e costumi. A partire dal 1271, vi sono notizie di produzione di maschere, scuole e tecniche per la loro realizzazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/user/luigi48fdv#p/u/22/dC5zcoXQGeU&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.youtube.com/user/luigi48fdv#p/u/22/dC5zcoXQGeU&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</media:description>
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			<title>Venice - Mask 7</title>
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			<description>			&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/people/luigistrano/&quot;&gt;Luigi Strano&lt;/a&gt; posted a photo:&lt;/p&gt;
	
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/photos/luigistrano/6387273641/&quot; title=&quot;Venice - Mask 7&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://farm8.staticflickr.com/7030/6387273641_b399bb1da1_m.jpg&quot; width=&quot;180&quot; height=&quot;240&quot; alt=&quot;Venice - Mask 7&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt; Every February, Venice becomes a living theater as residents and tourists alike take to the canals and streets in fabulous costumes for one of the major events of the year. The tradition of wearing a mask to hide your identity and allow you to misbehave with impunity is ancient, but only in Venice is the tradition kept so alive today.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Indossando maschere e costumi era possibile celare totalmente la propria identità e si annullava in questo modo ogni forma di appartenenza personale a classi sociali, sesso, religione. Ognuno poteva stabilire atteggiamenti e comportamenti in base ai nuovi costumi ed alle mutate sembianze. Per questo motivo, il saluto che risuonava di continuo nell’atto di incrociare unnuovo &amp;quot;personaggio&amp;quot; era semplicemente Buongiorno signora maschera.La partecipazione gioiosa e in incognito a questo rito di travestimento collettivo era, ed è tuttora, l’essenza stessa del Carnevale. Un periodo spensierato di liberazione dalle proprie abitudini quotidiane e da tutti i pregiudizi e maldicenze, anche nei propri confronti. Si faceva tutti parte di un grande palcoscenico mascherato, in cui attori e spettatori si fondevano in un unico ed immenso corteo di figure e colori.Con l’usanza sempre più diffusa dei travestimenti per il Carnevale, a Venezia nacque dal nulla e si sviluppò gradualmente un vero e proprio commercio di maschere e costumi. A partire dal 1271, vi sono notizie di produzione di maschere, scuole e tecniche per la loro realizzazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/user/luigi48fdv#p/u/22/dC5zcoXQGeU&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.youtube.com/user/luigi48fdv#p/u/22/dC5zcoXQGeU&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
			<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 20:54:37 -0800</pubDate>
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&lt;br /&gt;
Indossando maschere e costumi era possibile celare totalmente la propria identità e si annullava in questo modo ogni forma di appartenenza personale a classi sociali, sesso, religione. Ognuno poteva stabilire atteggiamenti e comportamenti in base ai nuovi costumi ed alle mutate sembianze. Per questo motivo, il saluto che risuonava di continuo nell’atto di incrociare unnuovo &amp;quot;personaggio&amp;quot; era semplicemente Buongiorno signora maschera.La partecipazione gioiosa e in incognito a questo rito di travestimento collettivo era, ed è tuttora, l’essenza stessa del Carnevale. Un periodo spensierato di liberazione dalle proprie abitudini quotidiane e da tutti i pregiudizi e maldicenze, anche nei propri confronti. Si faceva tutti parte di un grande palcoscenico mascherato, in cui attori e spettatori si fondevano in un unico ed immenso corteo di figure e colori.Con l’usanza sempre più diffusa dei travestimenti per il Carnevale, a Venezia nacque dal nulla e si sviluppò gradualmente un vero e proprio commercio di maschere e costumi. A partire dal 1271, vi sono notizie di produzione di maschere, scuole e tecniche per la loro realizzazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/user/luigi48fdv#p/u/22/dC5zcoXQGeU&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.youtube.com/user/luigi48fdv#p/u/22/dC5zcoXQGeU&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</media:description>
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			<title>Venice - Mask 3</title>
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			<description>			&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/people/luigistrano/&quot;&gt;Luigi Strano&lt;/a&gt; posted a photo:&lt;/p&gt;
	
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/photos/luigistrano/6387286429/&quot; title=&quot;Venice - Mask 3&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://farm8.staticflickr.com/7035/6387286429_a006de60a9_m.jpg&quot; width=&quot;179&quot; height=&quot;240&quot; alt=&quot;Venice - Mask 3&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt; Every February, Venice becomes a living theater as residents and tourists alike take to the canals and streets in fabulous costumes for one of the major events of the year. The tradition of wearing a mask to hide your identity and allow you to misbehave with impunity is ancient, but only in Venice is the tradition kept so alive today.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Indossando maschere e costumi era possibile celare totalmente la propria identità e si annullava in questo modo ogni forma di appartenenza personale a classi sociali, sesso, religione. Ognuno poteva stabilire atteggiamenti e comportamenti in base ai nuovi costumi ed alle mutate sembianze. Per questo motivo, il saluto che risuonava di continuo nell’atto di incrociare unnuovo &amp;quot;personaggio&amp;quot; era semplicemente Buongiorno signora maschera.La partecipazione gioiosa e in incognito a questo rito di travestimento collettivo era, ed è tuttora, l’essenza stessa del Carnevale. Un periodo spensierato di liberazione dalle proprie abitudini quotidiane e da tutti i pregiudizi e maldicenze, anche nei propri confronti. Si faceva tutti parte di un grande palcoscenico mascherato, in cui attori e spettatori si fondevano in un unico ed immenso corteo di figure e colori.Con l’usanza sempre più diffusa dei travestimenti per il Carnevale, a Venezia nacque dal nulla e si sviluppò gradualmente un vero e proprio commercio di maschere e costumi. A partire dal 1271, vi sono notizie di produzione di maschere, scuole e tecniche per la loro realizzazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/user/luigi48fdv#p/u/22/dC5zcoXQGeU&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.youtube.com/user/luigi48fdv#p/u/22/dC5zcoXQGeU&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
			<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 20:57:52 -0800</pubDate>
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&lt;br /&gt;
Indossando maschere e costumi era possibile celare totalmente la propria identità e si annullava in questo modo ogni forma di appartenenza personale a classi sociali, sesso, religione. Ognuno poteva stabilire atteggiamenti e comportamenti in base ai nuovi costumi ed alle mutate sembianze. Per questo motivo, il saluto che risuonava di continuo nell’atto di incrociare unnuovo &amp;quot;personaggio&amp;quot; era semplicemente Buongiorno signora maschera.La partecipazione gioiosa e in incognito a questo rito di travestimento collettivo era, ed è tuttora, l’essenza stessa del Carnevale. Un periodo spensierato di liberazione dalle proprie abitudini quotidiane e da tutti i pregiudizi e maldicenze, anche nei propri confronti. Si faceva tutti parte di un grande palcoscenico mascherato, in cui attori e spettatori si fondevano in un unico ed immenso corteo di figure e colori.Con l’usanza sempre più diffusa dei travestimenti per il Carnevale, a Venezia nacque dal nulla e si sviluppò gradualmente un vero e proprio commercio di maschere e costumi. A partire dal 1271, vi sono notizie di produzione di maschere, scuole e tecniche per la loro realizzazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/user/luigi48fdv#p/u/22/dC5zcoXQGeU&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.youtube.com/user/luigi48fdv#p/u/22/dC5zcoXQGeU&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</media:description>
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			<title>Venezia -  Ancient Venetian carnival costumes</title>
			<link>http://www.flickr.com/photos/luigistrano/6387270591/</link>
			<description>			&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/people/luigistrano/&quot;&gt;Luigi Strano&lt;/a&gt; posted a photo:&lt;/p&gt;
	
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/photos/luigistrano/6387270591/&quot; title=&quot;Venezia -  Ancient Venetian carnival costumes&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://farm7.staticflickr.com/6231/6387270591_2aa9e2bc35_m.jpg&quot; width=&quot;240&quot; height=&quot;184&quot; alt=&quot;Venezia -  Ancient Venetian carnival costumes&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt; Every February, Venice becomes a living theater as residents and tourists alike take to the canals and streets in fabulous costumes for one of the major events of the year. The tradition of wearing a mask to hide your identity and allow you to misbehave with impunity is ancient, but only in Venice is the tradition kept so alive today.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Indossando maschere e costumi era possibile celare totalmente la propria identità e si annullava in questo modo ogni forma di appartenenza personale a classi sociali, sesso, religione. Ognuno poteva stabilire atteggiamenti e comportamenti in base ai nuovi costumi ed alle mutate sembianze. Per questo motivo, il saluto che risuonava di continuo nell’atto di incrociare unnuovo &amp;quot;personaggio&amp;quot; era semplicemente Buongiorno signora maschera.La partecipazione gioiosa e in incognito a questo rito di travestimento collettivo era, ed è tuttora, l’essenza stessa del Carnevale. Un periodo spensierato di liberazione dalle proprie abitudini quotidiane e da tutti i pregiudizi e maldicenze, anche nei propri confronti. Si faceva tutti parte di un grande palcoscenico mascherato, in cui attori e spettatori si fondevano in un unico ed immenso corteo di figure e colori.Con l’usanza sempre più diffusa dei travestimenti per il Carnevale, a Venezia nacque dal nulla e si sviluppò gradualmente un vero e proprio commercio di maschere e costumi. A partire dal 1271, vi sono notizie di produzione di maschere, scuole e tecniche per la loro realizzazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/user/luigi48fdv#p/u/22/dC5zcoXQGeU&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.youtube.com/user/luigi48fdv#p/u/22/dC5zcoXQGeU&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
			<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 20:53:48 -0800</pubDate>
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            			<author flickr:profile="http://www.flickr.com/people/luigistrano/">nobody@flickr.com (Luigi Strano)</author>
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    <media:title>Venezia -  Ancient Venetian carnival costumes</media:title>
    <media:description type="html">&lt;p&gt; Every February, Venice becomes a living theater as residents and tourists alike take to the canals and streets in fabulous costumes for one of the major events of the year. The tradition of wearing a mask to hide your identity and allow you to misbehave with impunity is ancient, but only in Venice is the tradition kept so alive today.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Indossando maschere e costumi era possibile celare totalmente la propria identità e si annullava in questo modo ogni forma di appartenenza personale a classi sociali, sesso, religione. Ognuno poteva stabilire atteggiamenti e comportamenti in base ai nuovi costumi ed alle mutate sembianze. Per questo motivo, il saluto che risuonava di continuo nell’atto di incrociare unnuovo &amp;quot;personaggio&amp;quot; era semplicemente Buongiorno signora maschera.La partecipazione gioiosa e in incognito a questo rito di travestimento collettivo era, ed è tuttora, l’essenza stessa del Carnevale. Un periodo spensierato di liberazione dalle proprie abitudini quotidiane e da tutti i pregiudizi e maldicenze, anche nei propri confronti. Si faceva tutti parte di un grande palcoscenico mascherato, in cui attori e spettatori si fondevano in un unico ed immenso corteo di figure e colori.Con l’usanza sempre più diffusa dei travestimenti per il Carnevale, a Venezia nacque dal nulla e si sviluppò gradualmente un vero e proprio commercio di maschere e costumi. A partire dal 1271, vi sono notizie di produzione di maschere, scuole e tecniche per la loro realizzazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/user/luigi48fdv#p/u/22/dC5zcoXQGeU&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.youtube.com/user/luigi48fdv#p/u/22/dC5zcoXQGeU&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</media:description>
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		</item>
		<item>
			<title>Venice landescape</title>
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			<description>			&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/people/luigistrano/&quot;&gt;Luigi Strano&lt;/a&gt; posted a photo:&lt;/p&gt;
	
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/photos/luigistrano/3651390468/&quot; title=&quot;Venice landescape&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://farm4.staticflickr.com/3573/3651390468_a428eb5a7d_m.jpg&quot; width=&quot;240&quot; height=&quot;180&quot; alt=&quot;Venice landescape&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt; Venice (Italian: Venezia) is a city in northern Italy, the capital of the region Veneto, and has a population of 271,251 (census estimate January 1, 2004). Together with Padua, the city is included in the Padua-Venice Metropolitan Area (population 1,600,000). Venice has been known as the &amp;quot;La Dominante&amp;quot;, &amp;quot;Serenissima&amp;quot;, &amp;quot;Queen of the Adriatic&amp;quot;, &amp;quot;City of Water&amp;quot;, &amp;quot;City of Bridges&amp;quot;, and &amp;quot;The City of Light&amp;quot;. It is considered by many to be one of the most beautiful cities in the world.&lt;br /&gt;
The city stretches across 118 small islands in the marshy Venetian Lagoon along the Adriatic Sea in northeast Italy. The saltwater lagoon stretches along the shoreline between the mouths of the Po (south) and the Piave (north) Rivers. The population estimate of 272,000 inhabitants includes the population of the whole Comune of Venezia; around 62,000 in the historic city of Venice (Centro storico); 176,000 in Terraferma (the Mainland), mostly in the large frazione of Mestre and Marghera; and 31,000 live on other islands in the lagoon.&lt;br /&gt;
The Venetian Republic was a major maritime power during the Middle Ages and Renaissance, and a staging area for the Crusades and the Battle of Lepanto, as well as a very important center of commerce (especially silk, grain and spice trade) and art in the 13th century up to the end of the 17th century.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Font : Wikipedia&lt;/p&gt;</description>
			<pubDate>Mon, 22 Jun 2009 10:41:01 -0700</pubDate>
			                        <dc:date.Taken>2006-01-03T15:08:21-08:00</dc:date.Taken>
            			<author flickr:profile="http://www.flickr.com/people/luigistrano/">nobody@flickr.com (Luigi Strano)</author>
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    <media:title>Venice landescape</media:title>
    <media:description type="html">&lt;p&gt; Venice (Italian: Venezia) is a city in northern Italy, the capital of the region Veneto, and has a population of 271,251 (census estimate January 1, 2004). Together with Padua, the city is included in the Padua-Venice Metropolitan Area (population 1,600,000). Venice has been known as the &amp;quot;La Dominante&amp;quot;, &amp;quot;Serenissima&amp;quot;, &amp;quot;Queen of the Adriatic&amp;quot;, &amp;quot;City of Water&amp;quot;, &amp;quot;City of Bridges&amp;quot;, and &amp;quot;The City of Light&amp;quot;. It is considered by many to be one of the most beautiful cities in the world.&lt;br /&gt;
The city stretches across 118 small islands in the marshy Venetian Lagoon along the Adriatic Sea in northeast Italy. The saltwater lagoon stretches along the shoreline between the mouths of the Po (south) and the Piave (north) Rivers. The population estimate of 272,000 inhabitants includes the population of the whole Comune of Venezia; around 62,000 in the historic city of Venice (Centro storico); 176,000 in Terraferma (the Mainland), mostly in the large frazione of Mestre and Marghera; and 31,000 live on other islands in the lagoon.&lt;br /&gt;
The Venetian Republic was a major maritime power during the Middle Ages and Renaissance, and a staging area for the Crusades and the Battle of Lepanto, as well as a very important center of commerce (especially silk, grain and spice trade) and art in the 13th century up to the end of the 17th century.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Font : Wikipedia&lt;/p&gt;</media:description>
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		</item>
		<item>
			<title>Venice -  Island of San Giorgio Maggiore</title>
			<link>http://www.flickr.com/photos/luigistrano/3651391514/</link>
			<description>			&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/people/luigistrano/&quot;&gt;Luigi Strano&lt;/a&gt; posted a photo:&lt;/p&gt;
	
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/photos/luigistrano/3651391514/&quot; title=&quot;Venice -  Island of San Giorgio Maggiore&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://farm4.staticflickr.com/3411/3651391514_96c4df1b3f_m.jpg&quot; width=&quot;240&quot; height=&quot;180&quot; alt=&quot;Venice -  Island of San Giorgio Maggiore&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;San Giorgio Maggiore is a basilica in Venice, Italy designed by Andrea Palladio and located on the island of San Giorgio Maggiore. Facing the Bacino di San Marco, the church plays a central role in the panorama from the Piazzetta.&lt;br /&gt;
The first church dedicated to Saint George dates to the 8-9th century. In 982 the whole island was donated to a Benedictine monk, who founded the adjacent San Giorgio Monastery.&lt;br /&gt;
The present church was begun in 1566, and was not entirely finished before the death of Palladio in 1580. The façade was continued by Vincenzo Scamozzi based on the original architect's designs and completed in 1610. The church, sometimes designated as a basilica, is a prime example of Palladio's architectural style, and one of the finest churches he designed. The bell tower, first built in 1467, fell in 1774; the reconstruction was completed in 1791. The Benedictine monks still officiate in the church.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
San Giorgio Maggiore è una basilica sull'Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia, parte dell'omonimo monastero. La chiesa si affaccia sul Bacino di San Marco.&lt;br /&gt;
La prima chiesa dedicata a San Giorgio sorse tra l’VIII e il IX secolo; nel 982 l’isola fu donata ad un monaco benedettino, che vi fondò l’adiacente monastero. La chiesa attuale, costruita da Andrea Palladio che si occupò del progetto a partire dal 1565, è una delle opere più note dell'architetto vicentino. L'edificio fu terminato nel 1576, mentre la sua facciata venne completata solo nel 1610 da Vincenzo Scamozzi, 30 anni dopo la morte del maestro.&lt;br /&gt;
L'attuale campanile (alto 75 m) risale al 1791: costruito nel 1467, crollò nel 1774. A canna quadrata, con cella in pietra d'Istria e cuspide conica, offre un panorama unico su Venezia e sulla laguna.&lt;br /&gt;
Tuttora i monaci benedettini officiano la chiesa.Di particolare suggestione la cerimonia che si tiene il 31 dicembre o il 1º gennaio con la messa in gregoriano e i monaci che indossano magnifici abiti d'epoca.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Font : Wikipedia&lt;/p&gt;</description>
			<pubDate>Mon, 22 Jun 2009 10:41:22 -0700</pubDate>
			                        <dc:date.Taken>2006-01-03T15:10:37-08:00</dc:date.Taken>
            			<author flickr:profile="http://www.flickr.com/people/luigistrano/">nobody@flickr.com (Luigi Strano)</author>
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    <media:title>Venice -  Island of San Giorgio Maggiore</media:title>
    <media:description type="html">&lt;p&gt;San Giorgio Maggiore is a basilica in Venice, Italy designed by Andrea Palladio and located on the island of San Giorgio Maggiore. Facing the Bacino di San Marco, the church plays a central role in the panorama from the Piazzetta.&lt;br /&gt;
The first church dedicated to Saint George dates to the 8-9th century. In 982 the whole island was donated to a Benedictine monk, who founded the adjacent San Giorgio Monastery.&lt;br /&gt;
The present church was begun in 1566, and was not entirely finished before the death of Palladio in 1580. The façade was continued by Vincenzo Scamozzi based on the original architect's designs and completed in 1610. The church, sometimes designated as a basilica, is a prime example of Palladio's architectural style, and one of the finest churches he designed. The bell tower, first built in 1467, fell in 1774; the reconstruction was completed in 1791. The Benedictine monks still officiate in the church.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
San Giorgio Maggiore è una basilica sull'Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia, parte dell'omonimo monastero. La chiesa si affaccia sul Bacino di San Marco.&lt;br /&gt;
La prima chiesa dedicata a San Giorgio sorse tra l’VIII e il IX secolo; nel 982 l’isola fu donata ad un monaco benedettino, che vi fondò l’adiacente monastero. La chiesa attuale, costruita da Andrea Palladio che si occupò del progetto a partire dal 1565, è una delle opere più note dell'architetto vicentino. L'edificio fu terminato nel 1576, mentre la sua facciata venne completata solo nel 1610 da Vincenzo Scamozzi, 30 anni dopo la morte del maestro.&lt;br /&gt;
L'attuale campanile (alto 75 m) risale al 1791: costruito nel 1467, crollò nel 1774. A canna quadrata, con cella in pietra d'Istria e cuspide conica, offre un panorama unico su Venezia e sulla laguna.&lt;br /&gt;
Tuttora i monaci benedettini officiano la chiesa.Di particolare suggestione la cerimonia che si tiene il 31 dicembre o il 1º gennaio con la messa in gregoriano e i monaci che indossano magnifici abiti d'epoca.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Font : Wikipedia&lt;/p&gt;</media:description>
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		</item>
		<item>
			<title>Venice - The Procuratie on St Mark's Square</title>
			<link>http://www.flickr.com/photos/luigistrano/3650550625/</link>
			<description>			&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/people/luigistrano/&quot;&gt;Luigi Strano&lt;/a&gt; posted a photo:&lt;/p&gt;
	
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/photos/luigistrano/3650550625/&quot; title=&quot;Venice - The Procuratie on St Mark's Square&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://farm3.staticflickr.com/2440/3650550625_b49ab07fc6_m.jpg&quot; width=&quot;240&quot; height=&quot;180&quot; alt=&quot;Venice - The Procuratie on St Mark's Square&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;The Procuratie  are three connected buildings on St Mark's Square in Venice. They are also connected to St Mark's Clocktower. They are historic buildings over arcades, the last of them completed, to finish off the square, under Napoleon's occupation.&lt;br /&gt;
The oldest of the buildings is the Procuratie Vecchie on the north side of the Square, built as a two-storey structure in the twelfth century, to house the offices and apartments of the procurators. They were rebuilt after a fire in the sixteenth century to a three-storey design by Codussi which still betrays something of its Gothic roots.&lt;br /&gt;
The Procuratie Nuove, on the south side of the Square was begun in 1586 by Vincenzo Scamozzi in a more strictly Classical style and completed by Longhena in 1640, designed to afford more space to offices connected with the procurators.&lt;br /&gt;
The two buildings originally had wings on the west side of the Square, separated only by a small church. In about 1810, the wings and the church were demolished and replaced by the third building, the Napoleonic Wing of the Procuraties. It was designed by Giuseppe Maria Soli in a Neoclassical manner.&lt;br /&gt;
In the neoclassical interiors so out of character in Venice, were housed the Napoleonic governor after the fall of the Republic, then the Austrian governor, then they were reserved for the use of the kings of Italy and now the President of the Italian Republic receives in them if he is in Venice. The Procuratie Vecchie and the Procuratie Nuove house old, famous and expensive coffee houses, cheek-by-jowl: Gran Caffè Quadri, Caffè Florian, which opened its doors December 29, 1720, and Caffè Lavena, in the same premises since the mid-18th century; it was Richard Wagner's favorite. Above, many a Venetian family whose Ca might be a long gondola ride from the Piazza, kept a small apartment for entertaining called a ridotto, the scenes of paintings of fashionable life by Alessandro Longhi. The ridotti were extremely fashionable in Venice. As much care and taste went into the furnishings and stuccoed and painted decor of the ridotti as were expended on the palazzi of Venice themselves.&lt;br /&gt;
Today, the Napoleonic Wing and part of the Procuratie Nuove house the Correr Museum.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 In Piazza San Marco a Venezia sorgono le Procuratie, imponenti edifici che prendono il nome dal fatto che vi alloggiavano i Procuratori di San Marco. Sono distinte in tre ali che delimitano quasi interamente la parte della piazza antistante alla Basilica di San Marco: le Procuratie Vecchie a nord, l'Ala Napoleonica a ovest e le Procuratie Nuove a sud.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Le Procuratie Vecchie  &lt;br /&gt;
 La processione in Piazza San Marco di Gentile Bellini (1496, Gallerie dell'Accademia).Le Procuratie Vecchie si estendono per 152 metri dalla Torre dell'Orologio verso l'Ala Napoleonica, con un portico di 50 arcate cui corrispondono le 100 finestre dei due piani superiori. Sebbene chiuse a tutto sesto, la leggerezza delle aperture ricorda lo stile veneto-bizantino delle prime procuratie, edificate nel XII secolo sotto il doge Sebastiano Ziani (visibili nel celebre dipinto di Gentile Bellini &amp;quot;La processione in Piazza San Marco&amp;quot;).&lt;br /&gt;
Queste, danneggiate in parte dal fuoco all'inizio del XVI secolo, furono demolite e ricostruite su disegno di attribuzione incerta: si fanno i nomi di Mauro Codussi, Giovanni Celestro, Scarpagnino. Sicuramente i lavori furono affidati nel 1517 a Guglielmo dei Grigi e Bartolomeo Bon e furono terminati nel 1538, pare con il contributo di Jacopo Sansovino.&lt;br /&gt;
Attualmente ospitano negozi al piano terra ed uffici ai piani superiori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le Procuratie Nuove  &lt;br /&gt;
La costruzione delle Procuratie Nuove, opera di Vincenzo Scamozzi, iniziò nel 1582 sull'area di alcuni edifici che (come si vede nel dipinto del Bellini) arrivavano all'altezza del Campanile di San Marco. Il nuovo edificio fu invece allineato al prospetto settentrionale della Libreria Sansoviniana di cui continua i moduli architettonici. La costruzione, interrotta nel 1616 per la morte dello Scamozzi, fu terminata nel 1640 da Baldassarre Longhena.&lt;br /&gt;
Durante il Regno Italico furono adibite a Palazzo Reale. Funzione che mantennero anche sotto i Savoia dal 1866 al 1946. Oggi ospitano ai piani superiori parte del Museo Correr, il Museo del Risorgimento, il Museo Archeologico, la direzione dei Musei Civici e parte della Biblioteca Nazionale Marciana. Vi si colloca inoltre il settecentesco Caffè Florian.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'Ala Napoleonica  &lt;br /&gt;
Dipinto di Francesco Guardi (circa 1776-77) con veduta della piazza dalla Basilica. È ben visibile la facciata della chiesa di San Geminiano del Sansovino.Le Procuratie si chiusero a ferro di cavallo dopo che Napoleone Bonaparte ebbe fatto radere al suolo la Chiesa di San Geminiano (ed i prolungamenti delle Procuratie ad essa allineati) per costruire quella che è chiamata &amp;quot;Ala Napoleonica&amp;quot; (o anche &amp;quot;Procuratie Nuovissime&amp;quot; o &amp;quot;Fabbrica Nuova&amp;quot; . La chiesa di San Geminiano, una delle più antiche di Venezia, attestata già nel VI secolo, era stata rinnovata dal Sansovino nel 1557; l'artista, orgoglioso di quest'opera, scelse perfino una cappella adiacente per esservi sepolto insieme ai figli.&lt;br /&gt;
Tutto fu demolito tra il 1807 ed il 1810, pare [1] per volontà di Eugène de Beauharnais, che voleva completare il Palazzo Reale con una sala da ballo sul &amp;quot;salotto più bello del mondo&amp;quot;. Il progetto fu affidato a Giuseppe Maria Soli, che non si discostò molto dal disegno delle Procuratie Nuove, se non per l'attico con 14 statue di imperatori romani. Al centro, nel Sotoportego San Geminian, si apre il monumentale scalone d'ingresso, con un affresco a soffitto (La gloria di Nettuno) di Sebastiano Santi. All'interno si può ancora ammirare il Salone Napoleonico di Lorenzo Santi (1822).&lt;br /&gt;
L'edificio, terminato verso la piazza nel 1814 ma completato solo durante l'Impero austriaco, dal 1922 ospita il Museo Correr.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Font : Wikipedia&lt;/p&gt;</description>
			<pubDate>Mon, 22 Jun 2009 10:28:07 -0700</pubDate>
			                        <dc:date.Taken>2006-01-03T15:09:27-08:00</dc:date.Taken>
            			<author flickr:profile="http://www.flickr.com/people/luigistrano/">nobody@flickr.com (Luigi Strano)</author>
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    <media:title>Venice - The Procuratie on St Mark's Square</media:title>
    <media:description type="html">&lt;p&gt;The Procuratie  are three connected buildings on St Mark's Square in Venice. They are also connected to St Mark's Clocktower. They are historic buildings over arcades, the last of them completed, to finish off the square, under Napoleon's occupation.&lt;br /&gt;
The oldest of the buildings is the Procuratie Vecchie on the north side of the Square, built as a two-storey structure in the twelfth century, to house the offices and apartments of the procurators. They were rebuilt after a fire in the sixteenth century to a three-storey design by Codussi which still betrays something of its Gothic roots.&lt;br /&gt;
The Procuratie Nuove, on the south side of the Square was begun in 1586 by Vincenzo Scamozzi in a more strictly Classical style and completed by Longhena in 1640, designed to afford more space to offices connected with the procurators.&lt;br /&gt;
The two buildings originally had wings on the west side of the Square, separated only by a small church. In about 1810, the wings and the church were demolished and replaced by the third building, the Napoleonic Wing of the Procuraties. It was designed by Giuseppe Maria Soli in a Neoclassical manner.&lt;br /&gt;
In the neoclassical interiors so out of character in Venice, were housed the Napoleonic governor after the fall of the Republic, then the Austrian governor, then they were reserved for the use of the kings of Italy and now the President of the Italian Republic receives in them if he is in Venice. The Procuratie Vecchie and the Procuratie Nuove house old, famous and expensive coffee houses, cheek-by-jowl: Gran Caffè Quadri, Caffè Florian, which opened its doors December 29, 1720, and Caffè Lavena, in the same premises since the mid-18th century; it was Richard Wagner's favorite. Above, many a Venetian family whose Ca might be a long gondola ride from the Piazza, kept a small apartment for entertaining called a ridotto, the scenes of paintings of fashionable life by Alessandro Longhi. The ridotti were extremely fashionable in Venice. As much care and taste went into the furnishings and stuccoed and painted decor of the ridotti as were expended on the palazzi of Venice themselves.&lt;br /&gt;
Today, the Napoleonic Wing and part of the Procuratie Nuove house the Correr Museum.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 In Piazza San Marco a Venezia sorgono le Procuratie, imponenti edifici che prendono il nome dal fatto che vi alloggiavano i Procuratori di San Marco. Sono distinte in tre ali che delimitano quasi interamente la parte della piazza antistante alla Basilica di San Marco: le Procuratie Vecchie a nord, l'Ala Napoleonica a ovest e le Procuratie Nuove a sud.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Le Procuratie Vecchie  &lt;br /&gt;
 La processione in Piazza San Marco di Gentile Bellini (1496, Gallerie dell'Accademia).Le Procuratie Vecchie si estendono per 152 metri dalla Torre dell'Orologio verso l'Ala Napoleonica, con un portico di 50 arcate cui corrispondono le 100 finestre dei due piani superiori. Sebbene chiuse a tutto sesto, la leggerezza delle aperture ricorda lo stile veneto-bizantino delle prime procuratie, edificate nel XII secolo sotto il doge Sebastiano Ziani (visibili nel celebre dipinto di Gentile Bellini &amp;quot;La processione in Piazza San Marco&amp;quot;).&lt;br /&gt;
Queste, danneggiate in parte dal fuoco all'inizio del XVI secolo, furono demolite e ricostruite su disegno di attribuzione incerta: si fanno i nomi di Mauro Codussi, Giovanni Celestro, Scarpagnino. Sicuramente i lavori furono affidati nel 1517 a Guglielmo dei Grigi e Bartolomeo Bon e furono terminati nel 1538, pare con il contributo di Jacopo Sansovino.&lt;br /&gt;
Attualmente ospitano negozi al piano terra ed uffici ai piani superiori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le Procuratie Nuove  &lt;br /&gt;
La costruzione delle Procuratie Nuove, opera di Vincenzo Scamozzi, iniziò nel 1582 sull'area di alcuni edifici che (come si vede nel dipinto del Bellini) arrivavano all'altezza del Campanile di San Marco. Il nuovo edificio fu invece allineato al prospetto settentrionale della Libreria Sansoviniana di cui continua i moduli architettonici. La costruzione, interrotta nel 1616 per la morte dello Scamozzi, fu terminata nel 1640 da Baldassarre Longhena.&lt;br /&gt;
Durante il Regno Italico furono adibite a Palazzo Reale. Funzione che mantennero anche sotto i Savoia dal 1866 al 1946. Oggi ospitano ai piani superiori parte del Museo Correr, il Museo del Risorgimento, il Museo Archeologico, la direzione dei Musei Civici e parte della Biblioteca Nazionale Marciana. Vi si colloca inoltre il settecentesco Caffè Florian.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'Ala Napoleonica  &lt;br /&gt;
Dipinto di Francesco Guardi (circa 1776-77) con veduta della piazza dalla Basilica. È ben visibile la facciata della chiesa di San Geminiano del Sansovino.Le Procuratie si chiusero a ferro di cavallo dopo che Napoleone Bonaparte ebbe fatto radere al suolo la Chiesa di San Geminiano (ed i prolungamenti delle Procuratie ad essa allineati) per costruire quella che è chiamata &amp;quot;Ala Napoleonica&amp;quot; (o anche &amp;quot;Procuratie Nuovissime&amp;quot; o &amp;quot;Fabbrica Nuova&amp;quot; . La chiesa di San Geminiano, una delle più antiche di Venezia, attestata già nel VI secolo, era stata rinnovata dal Sansovino nel 1557; l'artista, orgoglioso di quest'opera, scelse perfino una cappella adiacente per esservi sepolto insieme ai figli.&lt;br /&gt;
Tutto fu demolito tra il 1807 ed il 1810, pare [1] per volontà di Eugène de Beauharnais, che voleva completare il Palazzo Reale con una sala da ballo sul &amp;quot;salotto più bello del mondo&amp;quot;. Il progetto fu affidato a Giuseppe Maria Soli, che non si discostò molto dal disegno delle Procuratie Nuove, se non per l'attico con 14 statue di imperatori romani. Al centro, nel Sotoportego San Geminian, si apre il monumentale scalone d'ingresso, con un affresco a soffitto (La gloria di Nettuno) di Sebastiano Santi. All'interno si può ancora ammirare il Salone Napoleonico di Lorenzo Santi (1822).&lt;br /&gt;
L'edificio, terminato verso la piazza nel 1814 ma completato solo durante l'Impero austriaco, dal 1922 ospita il Museo Correr.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Font : Wikipedia&lt;/p&gt;</media:description>
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    <media:credit role="photographer">Luigi Strano</media:credit>
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		</item>
		<item>
			<title>Venice - Winter atmosphere</title>
			<link>http://www.flickr.com/photos/luigistrano/3650549817/</link>
			<description>			&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/people/luigistrano/&quot;&gt;Luigi Strano&lt;/a&gt; posted a photo:&lt;/p&gt;
	
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/photos/luigistrano/3650549817/&quot; title=&quot;Venice - Winter atmosphere&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://farm4.staticflickr.com/3635/3650549817_ff0767af65_m.jpg&quot; width=&quot;240&quot; height=&quot;180&quot; alt=&quot;Venice - Winter atmosphere&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;  San Giorgio Maggiore is a basilica in Venice, Italy designed by Andrea Palladio and located on the island of San Giorgio Maggiore. Facing the Bacino di San Marco, the church plays a central role in the panorama from the Piazzetta.&lt;br /&gt;
The first church dedicated to Saint George dates to the 8-9th century. In 982 the whole island was donated to a Benedictine monk, who founded the adjacent San Giorgio Monastery.&lt;br /&gt;
The present church was begun in 1566, and was not entirely finished before the death of Palladio in 1580. The façade was continued by Vincenzo Scamozzi based on the original architect's designs and completed in 1610. The church, sometimes designated as a basilica, is a prime example of Palladio's architectural style, and one of the finest churches he designed. The bell tower, first built in 1467, fell in 1774; the reconstruction was completed in 1791. The Benedictine monks still officiate in the church.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
San Giorgio Maggiore è una basilica sull'Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia, parte dell'omonimo monastero. La chiesa si affaccia sul Bacino di San Marco.&lt;br /&gt;
La prima chiesa dedicata a San Giorgio sorse tra l’VIII e il IX secolo; nel 982 l’isola fu donata ad un monaco benedettino, che vi fondò l’adiacente monastero. La chiesa attuale, costruita da Andrea Palladio che si occupò del progetto a partire dal 1565, è una delle opere più note dell'architetto vicentino. L'edificio fu terminato nel 1576, mentre la sua facciata venne completata solo nel 1610 da Vincenzo Scamozzi, 30 anni dopo la morte del maestro.&lt;br /&gt;
L'attuale campanile (alto 75 m) risale al 1791: costruito nel 1467, crollò nel 1774. A canna quadrata, con cella in pietra d'Istria e cuspide conica, offre un panorama unico su Venezia e sulla laguna.&lt;br /&gt;
Tuttora i monaci benedettini officiano la chiesa.Di particolare suggestione la cerimonia che si tiene il 31 dicembre o il 1º gennaio con la messa in gregoriano e i monaci che indossano magnifici abiti d'epoca.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Font : Wikipedia&lt;/p&gt;</description>
			<pubDate>Mon, 22 Jun 2009 10:27:48 -0700</pubDate>
			                        <dc:date.Taken>2006-01-03T14:51:03-08:00</dc:date.Taken>
            			<author flickr:profile="http://www.flickr.com/people/luigistrano/">nobody@flickr.com (Luigi Strano)</author>
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    <media:title>Venice - Winter atmosphere</media:title>
    <media:description type="html">&lt;p&gt;  San Giorgio Maggiore is a basilica in Venice, Italy designed by Andrea Palladio and located on the island of San Giorgio Maggiore. Facing the Bacino di San Marco, the church plays a central role in the panorama from the Piazzetta.&lt;br /&gt;
The first church dedicated to Saint George dates to the 8-9th century. In 982 the whole island was donated to a Benedictine monk, who founded the adjacent San Giorgio Monastery.&lt;br /&gt;
The present church was begun in 1566, and was not entirely finished before the death of Palladio in 1580. The façade was continued by Vincenzo Scamozzi based on the original architect's designs and completed in 1610. The church, sometimes designated as a basilica, is a prime example of Palladio's architectural style, and one of the finest churches he designed. The bell tower, first built in 1467, fell in 1774; the reconstruction was completed in 1791. The Benedictine monks still officiate in the church.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
San Giorgio Maggiore è una basilica sull'Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia, parte dell'omonimo monastero. La chiesa si affaccia sul Bacino di San Marco.&lt;br /&gt;
La prima chiesa dedicata a San Giorgio sorse tra l’VIII e il IX secolo; nel 982 l’isola fu donata ad un monaco benedettino, che vi fondò l’adiacente monastero. La chiesa attuale, costruita da Andrea Palladio che si occupò del progetto a partire dal 1565, è una delle opere più note dell'architetto vicentino. L'edificio fu terminato nel 1576, mentre la sua facciata venne completata solo nel 1610 da Vincenzo Scamozzi, 30 anni dopo la morte del maestro.&lt;br /&gt;
L'attuale campanile (alto 75 m) risale al 1791: costruito nel 1467, crollò nel 1774. A canna quadrata, con cella in pietra d'Istria e cuspide conica, offre un panorama unico su Venezia e sulla laguna.&lt;br /&gt;
Tuttora i monaci benedettini officiano la chiesa.Di particolare suggestione la cerimonia che si tiene il 31 dicembre o il 1º gennaio con la messa in gregoriano e i monaci che indossano magnifici abiti d'epoca.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Font : Wikipedia&lt;/p&gt;</media:description>
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		</item>
		<item>
			<title>The poetry of Venice</title>
			<link>http://www.flickr.com/photos/luigistrano/3650549143/</link>
			<description>			&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/people/luigistrano/&quot;&gt;Luigi Strano&lt;/a&gt; posted a photo:&lt;/p&gt;
	
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/photos/luigistrano/3650549143/&quot; title=&quot;The poetry of Venice&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://farm3.staticflickr.com/2474/3650549143_fd02e63df1_m.jpg&quot; width=&quot;240&quot; height=&quot;180&quot; alt=&quot;The poetry of Venice&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt; Venice (Italian: Venezia) is a city in northern Italy, the capital of the region Veneto, and has a population of 271,251 (census estimate January 1, 2004). Together with Padua, the city is included in the Padua-Venice Metropolitan Area (population 1,600,000). Venice has been known as the &amp;quot;La Dominante&amp;quot;, &amp;quot;Serenissima&amp;quot;, &amp;quot;Queen of the Adriatic&amp;quot;, &amp;quot;City of Water&amp;quot;, &amp;quot;City of Bridges&amp;quot;, and &amp;quot;The City of Light&amp;quot;. It is considered by many to be one of the most beautiful cities in the world.&lt;br /&gt;
The city stretches across 118 small islands in the marshy Venetian Lagoon along the Adriatic Sea in northeast Italy. The saltwater lagoon stretches along the shoreline between the mouths of the Po (south) and the Piave (north) Rivers. The population estimate of 272,000 inhabitants includes the population of the whole Comune of Venezia; around 62,000 in the historic city of Venice (Centro storico); 176,000 in Terraferma (the Mainland), mostly in the large frazione of Mestre and Marghera; and 31,000 live on other islands in the lagoon.&lt;br /&gt;
The Venetian Republic was a major maritime power during the Middle Ages and Renaissance, and a staging area for the Crusades and the Battle of Lepanto, as well as a very important center of commerce (especially silk, grain and spice trade) and art in the 13th century up to the end of the 17th century.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Font : Wikipedia&lt;/p&gt;</description>
			<pubDate>Mon, 22 Jun 2009 10:27:33 -0700</pubDate>
			                        <dc:date.Taken>2006-01-03T14:30:27-08:00</dc:date.Taken>
            			<author flickr:profile="http://www.flickr.com/people/luigistrano/">nobody@flickr.com (Luigi Strano)</author>
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    <media:title>The poetry of Venice</media:title>
    <media:description type="html">&lt;p&gt; Venice (Italian: Venezia) is a city in northern Italy, the capital of the region Veneto, and has a population of 271,251 (census estimate January 1, 2004). Together with Padua, the city is included in the Padua-Venice Metropolitan Area (population 1,600,000). Venice has been known as the &amp;quot;La Dominante&amp;quot;, &amp;quot;Serenissima&amp;quot;, &amp;quot;Queen of the Adriatic&amp;quot;, &amp;quot;City of Water&amp;quot;, &amp;quot;City of Bridges&amp;quot;, and &amp;quot;The City of Light&amp;quot;. It is considered by many to be one of the most beautiful cities in the world.&lt;br /&gt;
The city stretches across 118 small islands in the marshy Venetian Lagoon along the Adriatic Sea in northeast Italy. The saltwater lagoon stretches along the shoreline between the mouths of the Po (south) and the Piave (north) Rivers. The population estimate of 272,000 inhabitants includes the population of the whole Comune of Venezia; around 62,000 in the historic city of Venice (Centro storico); 176,000 in Terraferma (the Mainland), mostly in the large frazione of Mestre and Marghera; and 31,000 live on other islands in the lagoon.&lt;br /&gt;
The Venetian Republic was a major maritime power during the Middle Ages and Renaissance, and a staging area for the Crusades and the Battle of Lepanto, as well as a very important center of commerce (especially silk, grain and spice trade) and art in the 13th century up to the end of the 17th century.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Font : Wikipedia&lt;/p&gt;</media:description>
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		</item>
		<item>
			<title>Venice - The Doge's Palace from bell tower of St Mark</title>
			<link>http://www.flickr.com/photos/luigistrano/3650517789/</link>
			<description>			&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/people/luigistrano/&quot;&gt;Luigi Strano&lt;/a&gt; posted a photo:&lt;/p&gt;
	
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/photos/luigistrano/3650517789/&quot; title=&quot;Venice - The Doge's Palace from bell tower of St Mark&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://farm4.staticflickr.com/3550/3650517789_4fb27d3ff8_m.jpg&quot; width=&quot;240&quot; height=&quot;180&quot; alt=&quot;Venice - The Doge's Palace from bell tower of St Mark&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;The Doge's Palace is a gothic palace in Venice. In Italian it is called the Palazzo Ducale di Venezia. The palace was the residence of the Doge of Venice.&lt;br /&gt;
Its two most visible facades look towards the Venetian Lagoon and St Mark's Square, or rather the Piazzetta. The use of arcading in the lower stories produces an interesting &amp;quot;gravity-defying&amp;quot; effect. There is also effective use of colour contrasts (unfortunately, the patterns are not well shown in the illustrative photographs accompanying this article...from a distance the colours blur).&lt;br /&gt;
The current palace was largely constructed from 1309 to 1424, designed perhaps by Filippo Calendario. It replaced earlier fortified buildings of which relatively little is known. Giovanni and Bartolomeo Bon created the Porta della Carta in 1442, a monumental late-gothic gate on the Piazzetta side of the palace. This gate leads to a central courtyard.&lt;br /&gt;
The palace was badly damaged by fire in 1574. In the subsequent rebuilding work it was decided to respect the original gothic style, despite the submission of a neo-classical alternative design by Palladio. However, there are some classical features, for example since the sixteenth century the palace has been linked to the prison by the Bridge of Sighs.&lt;br /&gt;
As well as being the ducal residence, the palace housed political institutions of the Republic of Venice until the Napoleonic occupation of the city. Venice was ruled by an aristocratic elite, but there was a facility for citizens to submit written complaints at what was known as the Bussola chamber.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Palazzo Ducale, uno dei simboli della città di Venezia e capolavoro del gotico veneziano, sorge nell'area monumentale di piazza San Marco, tra la Piazzetta e il Molo. Antica sede del Doge e delle magistrature veneziane, ne ha seguito la storia, dagli albori sino alla caduta, ed è oggi sede del Museo Civico di Palazzo Ducale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Font Wikipedia&lt;/p&gt;</description>
			<pubDate>Mon, 22 Jun 2009 10:16:27 -0700</pubDate>
			                        <dc:date.Taken>2006-01-03T15:08:37-08:00</dc:date.Taken>
            			<author flickr:profile="http://www.flickr.com/people/luigistrano/">nobody@flickr.com (Luigi Strano)</author>
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    <media:title>Venice - The Doge's Palace from bell tower of St Mark</media:title>
    <media:description type="html">&lt;p&gt;The Doge's Palace is a gothic palace in Venice. In Italian it is called the Palazzo Ducale di Venezia. The palace was the residence of the Doge of Venice.&lt;br /&gt;
Its two most visible facades look towards the Venetian Lagoon and St Mark's Square, or rather the Piazzetta. The use of arcading in the lower stories produces an interesting &amp;quot;gravity-defying&amp;quot; effect. There is also effective use of colour contrasts (unfortunately, the patterns are not well shown in the illustrative photographs accompanying this article...from a distance the colours blur).&lt;br /&gt;
The current palace was largely constructed from 1309 to 1424, designed perhaps by Filippo Calendario. It replaced earlier fortified buildings of which relatively little is known. Giovanni and Bartolomeo Bon created the Porta della Carta in 1442, a monumental late-gothic gate on the Piazzetta side of the palace. This gate leads to a central courtyard.&lt;br /&gt;
The palace was badly damaged by fire in 1574. In the subsequent rebuilding work it was decided to respect the original gothic style, despite the submission of a neo-classical alternative design by Palladio. However, there are some classical features, for example since the sixteenth century the palace has been linked to the prison by the Bridge of Sighs.&lt;br /&gt;
As well as being the ducal residence, the palace housed political institutions of the Republic of Venice until the Napoleonic occupation of the city. Venice was ruled by an aristocratic elite, but there was a facility for citizens to submit written complaints at what was known as the Bussola chamber.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Palazzo Ducale, uno dei simboli della città di Venezia e capolavoro del gotico veneziano, sorge nell'area monumentale di piazza San Marco, tra la Piazzetta e il Molo. Antica sede del Doge e delle magistrature veneziane, ne ha seguito la storia, dagli albori sino alla caduta, ed è oggi sede del Museo Civico di Palazzo Ducale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Font Wikipedia&lt;/p&gt;</media:description>
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		</item>
		<item>
			<title>Venice - Grand Canal</title>
			<link>http://www.flickr.com/photos/luigistrano/3303358993/</link>
			<description>			&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/people/luigistrano/&quot;&gt;Luigi Strano&lt;/a&gt; posted a video:&lt;/p&gt;
	
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/photos/luigistrano/3303358993/&quot; title=&quot;Venice - Grand Canal&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://farm4.staticflickr.com/3415/3303358993_f10b987d1c_m.jpg&quot; width=&quot;240&quot; height=&quot;180&quot; alt=&quot;Venice - Grand Canal&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;   The Grand Canal  is a canal in Venice, Italy. It forms one of the major water-traffic corridors in the city. Public transport is provided by water buses and private water taxis, but many tourists visit it by gondola. At one end the canal leads into the lagoon near Santa Lucia railway station and the other end leads into Saint Mark Basin: in between it makes a large S-shape through the central districts (&amp;quot;sestieri&amp;quot;) of Venice. It is 3,800 m long, 30-90 m wide, with an average depth of five meters.&lt;br /&gt;
 The Grand Canal in Venice, Italy, shot southwards from Rialto Bridge.The Grand Canal banks are lined with more than 170 beautiful buildings, most of which date to 13th/18th century and demonstrate the welfare and art created by the Republic of Venice. The noble venetian families faced huge expenses to show off their richness in suitable palazzos: this contest reveals the citizens’ pride and the deep bond with the lagoon. Amongst the many are the Palazzi Barbaro, Ca' Rezzonico, Ca' d'Oro, Palazzo Dario, Ca' Foscari, Palazzo Barbarigo and to Palazzo Venier dei Leoni, housing the Peggy Guggenheim Collection. The churches along the canal include the basilica of Santa Maria della Salute. Centuries-old tradition such as the Historical Regatta are perpetuated every year along the Canal.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Canal Grande è il principale canale di Venezia. Lungo circa 3800 metri (larghezza dai 30 ai 70 m, profondità media 5 m), divide in due parti il centro storico tracciando una &amp;quot;S&amp;quot; rovesciata che va dall'innesto del Ponte della Libertà al Bacino di San Marco.&lt;br /&gt;
È affiancato per tutta la lunghezza da magnifici edifici, in gran parte dei secoli tra il XII e il XVIII, che manifestano il benessere e l'arte creati dalla Repubblica di Venezia, rendendolo uno dei simboli della città. Ogni anno i veneziani vi rivivono tradizioni secolari della Serenissima come la Regata Storica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Font : Wikipedia&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
With &amp;quot;Windows Movie Maker&amp;quot;,&amp;quot;  Photo story 3 for Windows&amp;quot; or other similar program it is possible assemble the ours photos in beautiful slide show with appropriate soundtrack ... The result is splendid....90 second of beauty&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/groups/838527@N23/&quot;&gt;www.flickr.com/groups/838527@N23/&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con &amp;quot;Windows Movie Maker&amp;quot;,&amp;quot;  Photo story 3 per Windows&amp;quot; o altro programma similare è possibile montare la nostre foto con una opportuna colonna sonora...Il risultato è splendido......90 secondi di bellezza&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/groups/838527@N23/&quot;&gt;www.flickr.com/groups/838527@N23/&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
			<pubDate>Mon, 23 Feb 2009 08:41:03 -0800</pubDate>
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            			<author flickr:profile="http://www.flickr.com/people/luigistrano/">nobody@flickr.com (Luigi Strano)</author>
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    <media:title>Venice - Grand Canal</media:title>
    <media:description type="html">&lt;p&gt;   The Grand Canal  is a canal in Venice, Italy. It forms one of the major water-traffic corridors in the city. Public transport is provided by water buses and private water taxis, but many tourists visit it by gondola. At one end the canal leads into the lagoon near Santa Lucia railway station and the other end leads into Saint Mark Basin: in between it makes a large S-shape through the central districts (&amp;quot;sestieri&amp;quot;) of Venice. It is 3,800 m long, 30-90 m wide, with an average depth of five meters.&lt;br /&gt;
 The Grand Canal in Venice, Italy, shot southwards from Rialto Bridge.The Grand Canal banks are lined with more than 170 beautiful buildings, most of which date to 13th/18th century and demonstrate the welfare and art created by the Republic of Venice. The noble venetian families faced huge expenses to show off their richness in suitable palazzos: this contest reveals the citizens’ pride and the deep bond with the lagoon. Amongst the many are the Palazzi Barbaro, Ca' Rezzonico, Ca' d'Oro, Palazzo Dario, Ca' Foscari, Palazzo Barbarigo and to Palazzo Venier dei Leoni, housing the Peggy Guggenheim Collection. The churches along the canal include the basilica of Santa Maria della Salute. Centuries-old tradition such as the Historical Regatta are perpetuated every year along the Canal.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Canal Grande è il principale canale di Venezia. Lungo circa 3800 metri (larghezza dai 30 ai 70 m, profondità media 5 m), divide in due parti il centro storico tracciando una &amp;quot;S&amp;quot; rovesciata che va dall'innesto del Ponte della Libertà al Bacino di San Marco.&lt;br /&gt;
È affiancato per tutta la lunghezza da magnifici edifici, in gran parte dei secoli tra il XII e il XVIII, che manifestano il benessere e l'arte creati dalla Repubblica di Venezia, rendendolo uno dei simboli della città. Ogni anno i veneziani vi rivivono tradizioni secolari della Serenissima come la Regata Storica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Font : Wikipedia&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
With &amp;quot;Windows Movie Maker&amp;quot;,&amp;quot;  Photo story 3 for Windows&amp;quot; or other similar program it is possible assemble the ours photos in beautiful slide show with appropriate soundtrack ... The result is splendid....90 second of beauty&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/groups/838527@N23/&quot;&gt;www.flickr.com/groups/838527@N23/&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con &amp;quot;Windows Movie Maker&amp;quot;,&amp;quot;  Photo story 3 per Windows&amp;quot; o altro programma similare è possibile montare la nostre foto con una opportuna colonna sonora...Il risultato è splendido......90 secondi di bellezza&lt;br /&gt;
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		</item>
		<item>
			<title>Venezia - Gondola in attesa</title>
			<link>http://www.flickr.com/photos/luigistrano/3225677598/</link>
			<description>			&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/people/luigistrano/&quot;&gt;Luigi Strano&lt;/a&gt; posted a photo:&lt;/p&gt;
	
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/photos/luigistrano/3225677598/&quot; title=&quot;Venezia - Gondola in attesa&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://farm4.staticflickr.com/3262/3225677598_3079f32bee_m.jpg&quot; width=&quot;203&quot; height=&quot;240&quot; alt=&quot;Venezia - Gondola in attesa&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt; The gondola is a traditional Venetian rowing boat. Gondolas were for centuries the chief means of transportation within Venice and still have a role in public transport, serving as traghetti (ferries) over the Grand Canal. Their primary role, however, is to carry tourists on rides at established prices.&lt;br /&gt;
 Gondola showing use of oarThe gondola is propelled by an oarsman (the gondolier) who stands facing the bow and rows with a forward stroke, followed by a compensating backward stroke. Contrary to popular belief the gondola is never poled like a punt as the waters of Venice are too deep. Until about two hundred years ago, gondolas often were fitted with a &amp;quot;felze,&amp;quot; a small open cabin, to protect the passengers from sun or rain. A sumptuary law of Venice required that gondolas should be painted black, and they are customarily so painted now.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La gondola veneziana è un'imbarcazione tipica della laguna di Venezia.&lt;br /&gt;
Per le sue caratteristiche di manovrabilità e velocità è stata, fino all'avvento dei mezzi motorizzati, l'imbarcazione veneziana più adatta al trasporto di persone in una città come Venezia, le cui vie acquee sono sempre state la via più usata per i trasporti.&lt;br /&gt;
La gondola è composta da 280 diversi pezzi, fabbricati con varie essenze di legname.&lt;br /&gt;
La sua costruzione richiede solitamente più di un anno.&lt;br /&gt;
Un tempo veniva costruita e ricoverata in rimessaggio in piccoli cantieri detti squèri come ad esempio lo squero di San Trovaso.&lt;br /&gt;
Lunga all'incirca 11 metri e di caratteristica forma asimmetrica, con il lato sinistro più largo del destro, può essere condotta da uno o due rematori che vogano alla veneta, cioè rivolti verso la prua.&lt;br /&gt;
Il lungo remo è manovrato appoggiandolo ad una sorta di scalmo libero denominato fórcola, che si inserisce in un'apposita fessura e viene sfilato dopo l'uso.&lt;br /&gt;
L'asimmetria serve a semplificare la conduzione a un solo remo. La molto accentuata asimmetria delle gondole attuali è comunque di introduzione piuttosto recente: progetti della fine dell'Ottocento dimostrano che, all'epoca, la forma era solo marginalmente asimmetrica.&lt;br /&gt;
 Malgrado la considerevole lunghezza, la gondola è estremamente maneggevole, grazie al fondo piatto e alla ridotta porzione di scafo immersa, e può essere manovrata anche in spazi angusti. Le manovre richiedono però una notevole abilità da parte del conduttore, detto gondoliere, che deve essere dotato di un senso dell'equilibrio molto sviluppato in quanto la posizione di voga all'estremità della poppa è assai instabile. Per evitare scontri, vi è l'usanza di avvertire alla voce quando si svolta in un rio stretto e i tipici richiami (òhe) sono divenuti un elemento caratteristico della città.&lt;br /&gt;
Attualmente le gondole sono imbarcazioni aperte ma, sino ai primi anni del secolo scorso, erano dotate di una cabina smontabile detta fèlze. Quando Venezia era una città con un numero di abitanti molto più elevato dell'attuale e non erano stati realizzati i cospicui interramenti dei rii (avvenuti in epoca ottocentesca) la gondola costituiva il mezzo di trasporto per eccellenza. Le permanenze a bordo potevano quindi essere piuttosto lunghe e, con il clima invernale veneziano, la copertura del fèlze consentiva una certa confortevolezza e intimità.&lt;br /&gt;
Il tradizionale colore nero dell'imbarcazione è conseguenza di un antico decreto suntuario del Senato veneziano volto a limitare l'eccessivo sfarzo nella decorazione delle gondole, anticamente dipinte di colori sgargianti e coperte di stoffe preziose e dorature.&lt;br /&gt;
Le famiglie nobili possedevano una o più gondole de casàda con cui si facevano trasportare per affari o diporto. I cosiddetti freschi, occasioni di incontro e mondanità, erano vere e proprie passeggiate in barca che si svolgevano per la città. Questa abitudine dette origine anche ad un genere musicale, la cosiddetta canzone da batèlo, che ebbe il suo massimo fulgore nel Settecento ma che ancora oggi è molto praticata a scopi turistici.&lt;br /&gt;
La corporazione dei gondolieri è stata sempre governata da uno statuto, detto Mariègola, in cui si stabilivano i doveri degli appartenenti. Dagli atti della corporazione è possibile desumere una serie di interessanti notizie, sia tecniche che economiche. Ad esempio è documentato che alla metà del Settecento le gondole a Venezia fossero all'incirca millecinquecento&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Font : Wikipedia&lt;/p&gt;</description>
			<pubDate>Sun, 25 Jan 2009 07:10:30 -0800</pubDate>
			                        <dc:date.Taken>2007-10-16T11:01:33-08:00</dc:date.Taken>
            			<author flickr:profile="http://www.flickr.com/people/luigistrano/">nobody@flickr.com (Luigi Strano)</author>
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    <media:description type="html">&lt;p&gt; The gondola is a traditional Venetian rowing boat. Gondolas were for centuries the chief means of transportation within Venice and still have a role in public transport, serving as traghetti (ferries) over the Grand Canal. Their primary role, however, is to carry tourists on rides at established prices.&lt;br /&gt;
 Gondola showing use of oarThe gondola is propelled by an oarsman (the gondolier) who stands facing the bow and rows with a forward stroke, followed by a compensating backward stroke. Contrary to popular belief the gondola is never poled like a punt as the waters of Venice are too deep. Until about two hundred years ago, gondolas often were fitted with a &amp;quot;felze,&amp;quot; a small open cabin, to protect the passengers from sun or rain. A sumptuary law of Venice required that gondolas should be painted black, and they are customarily so painted now.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La gondola veneziana è un'imbarcazione tipica della laguna di Venezia.&lt;br /&gt;
Per le sue caratteristiche di manovrabilità e velocità è stata, fino all'avvento dei mezzi motorizzati, l'imbarcazione veneziana più adatta al trasporto di persone in una città come Venezia, le cui vie acquee sono sempre state la via più usata per i trasporti.&lt;br /&gt;
La gondola è composta da 280 diversi pezzi, fabbricati con varie essenze di legname.&lt;br /&gt;
La sua costruzione richiede solitamente più di un anno.&lt;br /&gt;
Un tempo veniva costruita e ricoverata in rimessaggio in piccoli cantieri detti squèri come ad esempio lo squero di San Trovaso.&lt;br /&gt;
Lunga all'incirca 11 metri e di caratteristica forma asimmetrica, con il lato sinistro più largo del destro, può essere condotta da uno o due rematori che vogano alla veneta, cioè rivolti verso la prua.&lt;br /&gt;
Il lungo remo è manovrato appoggiandolo ad una sorta di scalmo libero denominato fórcola, che si inserisce in un'apposita fessura e viene sfilato dopo l'uso.&lt;br /&gt;
L'asimmetria serve a semplificare la conduzione a un solo remo. La molto accentuata asimmetria delle gondole attuali è comunque di introduzione piuttosto recente: progetti della fine dell'Ottocento dimostrano che, all'epoca, la forma era solo marginalmente asimmetrica.&lt;br /&gt;
 Malgrado la considerevole lunghezza, la gondola è estremamente maneggevole, grazie al fondo piatto e alla ridotta porzione di scafo immersa, e può essere manovrata anche in spazi angusti. Le manovre richiedono però una notevole abilità da parte del conduttore, detto gondoliere, che deve essere dotato di un senso dell'equilibrio molto sviluppato in quanto la posizione di voga all'estremità della poppa è assai instabile. Per evitare scontri, vi è l'usanza di avvertire alla voce quando si svolta in un rio stretto e i tipici richiami (òhe) sono divenuti un elemento caratteristico della città.&lt;br /&gt;
Attualmente le gondole sono imbarcazioni aperte ma, sino ai primi anni del secolo scorso, erano dotate di una cabina smontabile detta fèlze. Quando Venezia era una città con un numero di abitanti molto più elevato dell'attuale e non erano stati realizzati i cospicui interramenti dei rii (avvenuti in epoca ottocentesca) la gondola costituiva il mezzo di trasporto per eccellenza. Le permanenze a bordo potevano quindi essere piuttosto lunghe e, con il clima invernale veneziano, la copertura del fèlze consentiva una certa confortevolezza e intimità.&lt;br /&gt;
Il tradizionale colore nero dell'imbarcazione è conseguenza di un antico decreto suntuario del Senato veneziano volto a limitare l'eccessivo sfarzo nella decorazione delle gondole, anticamente dipinte di colori sgargianti e coperte di stoffe preziose e dorature.&lt;br /&gt;
Le famiglie nobili possedevano una o più gondole de casàda con cui si facevano trasportare per affari o diporto. I cosiddetti freschi, occasioni di incontro e mondanità, erano vere e proprie passeggiate in barca che si svolgevano per la città. Questa abitudine dette origine anche ad un genere musicale, la cosiddetta canzone da batèlo, che ebbe il suo massimo fulgore nel Settecento ma che ancora oggi è molto praticata a scopi turistici.&lt;br /&gt;
La corporazione dei gondolieri è stata sempre governata da uno statuto, detto Mariègola, in cui si stabilivano i doveri degli appartenenti. Dagli atti della corporazione è possibile desumere una serie di interessanti notizie, sia tecniche che economiche. Ad esempio è documentato che alla metà del Settecento le gondole a Venezia fossero all'incirca millecinquecento&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Font : Wikipedia&lt;/p&gt;</media:description>
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		</item>
		<item>
			<title>Venice - Mask 6</title>
			<link>http://www.flickr.com/photos/luigistrano/6387276491/</link>
			<description>			&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/people/luigistrano/&quot;&gt;Luigi Strano&lt;/a&gt; posted a photo:&lt;/p&gt;
	
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/photos/luigistrano/6387276491/&quot; title=&quot;Venice - Mask 6&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://farm7.staticflickr.com/6038/6387276491_b1df95849c_m.jpg&quot; width=&quot;180&quot; height=&quot;240&quot; alt=&quot;Venice - Mask 6&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt; Every February, Venice becomes a living theater as residents and tourists alike take to the canals and streets in fabulous costumes for one of the major events of the year. The tradition of wearing a mask to hide your identity and allow you to misbehave with impunity is ancient, but only in Venice is the tradition kept so alive today.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Indossando maschere e costumi era possibile celare totalmente la propria identità e si annullava in questo modo ogni forma di appartenenza personale a classi sociali, sesso, religione. Ognuno poteva stabilire atteggiamenti e comportamenti in base ai nuovi costumi ed alle mutate sembianze. Per questo motivo, il saluto che risuonava di continuo nell’atto di incrociare unnuovo &amp;quot;personaggio&amp;quot; era semplicemente Buongiorno signora maschera.La partecipazione gioiosa e in incognito a questo rito di travestimento collettivo era, ed è tuttora, l’essenza stessa del Carnevale. Un periodo spensierato di liberazione dalle proprie abitudini quotidiane e da tutti i pregiudizi e maldicenze, anche nei propri confronti. Si faceva tutti parte di un grande palcoscenico mascherato, in cui attori e spettatori si fondevano in un unico ed immenso corteo di figure e colori.Con l’usanza sempre più diffusa dei travestimenti per il Carnevale, a Venezia nacque dal nulla e si sviluppò gradualmente un vero e proprio commercio di maschere e costumi. A partire dal 1271, vi sono notizie di produzione di maschere, scuole e tecniche per la loro realizzazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/user/luigi48fdv#p/u/22/dC5zcoXQGeU&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.youtube.com/user/luigi48fdv#p/u/22/dC5zcoXQGeU&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
			<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 20:55:21 -0800</pubDate>
			                        <dc:date.Taken>2005-04-24T13:34:21-08:00</dc:date.Taken>
            			<author flickr:profile="http://www.flickr.com/people/luigistrano/">nobody@flickr.com (Luigi Strano)</author>
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    <media:title>Venice - Mask 6</media:title>
    <media:description type="html">&lt;p&gt; Every February, Venice becomes a living theater as residents and tourists alike take to the canals and streets in fabulous costumes for one of the major events of the year. The tradition of wearing a mask to hide your identity and allow you to misbehave with impunity is ancient, but only in Venice is the tradition kept so alive today.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Indossando maschere e costumi era possibile celare totalmente la propria identità e si annullava in questo modo ogni forma di appartenenza personale a classi sociali, sesso, religione. Ognuno poteva stabilire atteggiamenti e comportamenti in base ai nuovi costumi ed alle mutate sembianze. Per questo motivo, il saluto che risuonava di continuo nell’atto di incrociare unnuovo &amp;quot;personaggio&amp;quot; era semplicemente Buongiorno signora maschera.La partecipazione gioiosa e in incognito a questo rito di travestimento collettivo era, ed è tuttora, l’essenza stessa del Carnevale. Un periodo spensierato di liberazione dalle proprie abitudini quotidiane e da tutti i pregiudizi e maldicenze, anche nei propri confronti. Si faceva tutti parte di un grande palcoscenico mascherato, in cui attori e spettatori si fondevano in un unico ed immenso corteo di figure e colori.Con l’usanza sempre più diffusa dei travestimenti per il Carnevale, a Venezia nacque dal nulla e si sviluppò gradualmente un vero e proprio commercio di maschere e costumi. A partire dal 1271, vi sono notizie di produzione di maschere, scuole e tecniche per la loro realizzazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/user/luigi48fdv#p/u/22/dC5zcoXQGeU&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.youtube.com/user/luigi48fdv#p/u/22/dC5zcoXQGeU&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</media:description>
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			<title>Venice - Mask 5</title>
			<link>http://www.flickr.com/photos/luigistrano/6387279405/</link>
			<description>			&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/people/luigistrano/&quot;&gt;Luigi Strano&lt;/a&gt; posted a photo:&lt;/p&gt;
	
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/photos/luigistrano/6387279405/&quot; title=&quot;Venice - Mask 5&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://farm8.staticflickr.com/7034/6387279405_61fe44db2f_m.jpg&quot; width=&quot;180&quot; height=&quot;240&quot; alt=&quot;Venice - Mask 5&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt; Every February, Venice becomes a living theater as residents and tourists alike take to the canals and streets in fabulous costumes for one of the major events of the year. The tradition of wearing a mask to hide your identity and allow you to misbehave with impunity is ancient, but only in Venice is the tradition kept so alive today.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Indossando maschere e costumi era possibile celare totalmente la propria identità e si annullava in questo modo ogni forma di appartenenza personale a classi sociali, sesso, religione. Ognuno poteva stabilire atteggiamenti e comportamenti in base ai nuovi costumi ed alle mutate sembianze. Per questo motivo, il saluto che risuonava di continuo nell’atto di incrociare unnuovo &amp;quot;personaggio&amp;quot; era semplicemente Buongiorno signora maschera.La partecipazione gioiosa e in incognito a questo rito di travestimento collettivo era, ed è tuttora, l’essenza stessa del Carnevale. Un periodo spensierato di liberazione dalle proprie abitudini quotidiane e da tutti i pregiudizi e maldicenze, anche nei propri confronti. Si faceva tutti parte di un grande palcoscenico mascherato, in cui attori e spettatori si fondevano in un unico ed immenso corteo di figure e colori.Con l’usanza sempre più diffusa dei travestimenti per il Carnevale, a Venezia nacque dal nulla e si sviluppò gradualmente un vero e proprio commercio di maschere e costumi. A partire dal 1271, vi sono notizie di produzione di maschere, scuole e tecniche per la loro realizzazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/user/luigi48fdv#p/u/22/dC5zcoXQGeU&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.youtube.com/user/luigi48fdv#p/u/22/dC5zcoXQGeU&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
			<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 20:56:05 -0800</pubDate>
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    <media:title>Venice - Mask 5</media:title>
    <media:description type="html">&lt;p&gt; Every February, Venice becomes a living theater as residents and tourists alike take to the canals and streets in fabulous costumes for one of the major events of the year. The tradition of wearing a mask to hide your identity and allow you to misbehave with impunity is ancient, but only in Venice is the tradition kept so alive today.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Indossando maschere e costumi era possibile celare totalmente la propria identità e si annullava in questo modo ogni forma di appartenenza personale a classi sociali, sesso, religione. Ognuno poteva stabilire atteggiamenti e comportamenti in base ai nuovi costumi ed alle mutate sembianze. Per questo motivo, il saluto che risuonava di continuo nell’atto di incrociare unnuovo &amp;quot;personaggio&amp;quot; era semplicemente Buongiorno signora maschera.La partecipazione gioiosa e in incognito a questo rito di travestimento collettivo era, ed è tuttora, l’essenza stessa del Carnevale. Un periodo spensierato di liberazione dalle proprie abitudini quotidiane e da tutti i pregiudizi e maldicenze, anche nei propri confronti. Si faceva tutti parte di un grande palcoscenico mascherato, in cui attori e spettatori si fondevano in un unico ed immenso corteo di figure e colori.Con l’usanza sempre più diffusa dei travestimenti per il Carnevale, a Venezia nacque dal nulla e si sviluppò gradualmente un vero e proprio commercio di maschere e costumi. A partire dal 1271, vi sono notizie di produzione di maschere, scuole e tecniche per la loro realizzazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/user/luigi48fdv#p/u/22/dC5zcoXQGeU&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.youtube.com/user/luigi48fdv#p/u/22/dC5zcoXQGeU&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</media:description>
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			<title>Colors of Venice</title>
			<link>http://www.flickr.com/photos/luigistrano/3651610456/</link>
			<description>			&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/people/luigistrano/&quot;&gt;Luigi Strano&lt;/a&gt; posted a photo:&lt;/p&gt;
	
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/photos/luigistrano/3651610456/&quot; title=&quot;Colors of Venice&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://farm4.staticflickr.com/3623/3651610456_bc395c3f1c_m.jpg&quot; width=&quot;240&quot; height=&quot;183&quot; alt=&quot;Colors of Venice&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;  The gondola is a traditional Venetian rowing boat. Gondolas were for centuries the chief means of transportation within Venice and still have a role in public transport, serving as traghetti (ferries) over the Grand Canal. Their primary role, however, is to carry tourists on rides at established prices.&lt;br /&gt;
 Gondola showing use of oarThe gondola is propelled by an oarsman (the gondolier) who stands facing the bow and rows with a forward stroke, followed by a compensating backward stroke. Contrary to popular belief the gondola is never poled like a punt as the waters of Venice are too deep. Until about two hundred years ago, gondolas often were fitted with a &amp;quot;felze,&amp;quot; a small open cabin, to protect the passengers from sun or rain. A sumptuary law of Venice required that gondolas should be painted black, and they are customarily so painted now.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La gondola veneziana è un'imbarcazione tipica della laguna di Venezia.&lt;br /&gt;
Per le sue caratteristiche di manovrabilità e velocità è stata, fino all'avvento dei mezzi motorizzati, l'imbarcazione veneziana più adatta al trasporto di persone in una città come Venezia, le cui vie acquee sono sempre state la via più usata per i trasporti.&lt;br /&gt;
La gondola è composta da 280 diversi pezzi, fabbricati con varie essenze di legname.&lt;br /&gt;
La sua costruzione richiede solitamente più di un anno.&lt;br /&gt;
Un tempo veniva costruita e ricoverata in rimessaggio in piccoli cantieri detti squèri come ad esempio lo squero di San Trovaso.&lt;br /&gt;
Lunga all'incirca 11 metri e di caratteristica forma asimmetrica, con il lato sinistro più largo del destro, può essere condotta da uno o due rematori che vogano alla veneta, cioè rivolti verso la prua.&lt;br /&gt;
Il lungo remo è manovrato appoggiandolo ad una sorta di scalmo libero denominato fórcola, che si inserisce in un'apposita fessura e viene sfilato dopo l'uso.&lt;br /&gt;
L'asimmetria serve a semplificare la conduzione a un solo remo. La molto accentuata asimmetria delle gondole attuali è comunque di introduzione piuttosto recente: progetti della fine dell'Ottocento dimostrano che, all'epoca, la forma era solo marginalmente asimmetrica.&lt;br /&gt;
 Malgrado la considerevole lunghezza, la gondola è estremamente maneggevole, grazie al fondo piatto e alla ridotta porzione di scafo immersa, e può essere manovrata anche in spazi angusti. Le manovre richiedono però una notevole abilità da parte del conduttore, detto gondoliere, che deve essere dotato di un senso dell'equilibrio molto sviluppato in quanto la posizione di voga all'estremità della poppa è assai instabile. Per evitare scontri, vi è l'usanza di avvertire alla voce quando si svolta in un rio stretto e i tipici richiami (òhe) sono divenuti un elemento caratteristico della città.&lt;br /&gt;
Attualmente le gondole sono imbarcazioni aperte ma, sino ai primi anni del secolo scorso, erano dotate di una cabina smontabile detta fèlze. Quando Venezia era una città con un numero di abitanti molto più elevato dell'attuale e non erano stati realizzati i cospicui interramenti dei rii (avvenuti in epoca ottocentesca) la gondola costituiva il mezzo di trasporto per eccellenza. Le permanenze a bordo potevano quindi essere piuttosto lunghe e, con il clima invernale veneziano, la copertura del fèlze consentiva una certa confortevolezza e intimità.&lt;br /&gt;
Il tradizionale colore nero dell'imbarcazione è conseguenza di un antico decreto suntuario del Senato veneziano volto a limitare l'eccessivo sfarzo nella decorazione delle gondole, anticamente dipinte di colori sgargianti e coperte di stoffe preziose e dorature.&lt;br /&gt;
Le famiglie nobili possedevano una o più gondole de casàda con cui si facevano trasportare per affari o diporto. I cosiddetti freschi, occasioni di incontro e mondanità, erano vere e proprie passeggiate in barca che si svolgevano per la città. Questa abitudine dette origine anche ad un genere musicale, la cosiddetta canzone da batèlo, che ebbe il suo massimo fulgore nel Settecento ma che ancora oggi è molto praticata a scopi turistici.&lt;br /&gt;
La corporazione dei gondolieri è stata sempre governata da uno statuto, detto Mariègola, in cui si stabilivano i doveri degli appartenenti. Dagli atti della corporazione è possibile desumere una serie di interessanti notizie, sia tecniche che economiche. Ad esempio è documentato che alla metà del Settecento le gondole a Venezia fossero all'incirca millecinquecento&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Font : Wikipedia&lt;/p&gt;</description>
			<pubDate>Mon, 22 Jun 2009 11:58:33 -0700</pubDate>
			                        <dc:date.Taken>2007-10-16T08:56:03-08:00</dc:date.Taken>
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    <media:title>Colors of Venice</media:title>
    <media:description type="html">&lt;p&gt;  The gondola is a traditional Venetian rowing boat. Gondolas were for centuries the chief means of transportation within Venice and still have a role in public transport, serving as traghetti (ferries) over the Grand Canal. Their primary role, however, is to carry tourists on rides at established prices.&lt;br /&gt;
 Gondola showing use of oarThe gondola is propelled by an oarsman (the gondolier) who stands facing the bow and rows with a forward stroke, followed by a compensating backward stroke. Contrary to popular belief the gondola is never poled like a punt as the waters of Venice are too deep. Until about two hundred years ago, gondolas often were fitted with a &amp;quot;felze,&amp;quot; a small open cabin, to protect the passengers from sun or rain. A sumptuary law of Venice required that gondolas should be painted black, and they are customarily so painted now.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La gondola veneziana è un'imbarcazione tipica della laguna di Venezia.&lt;br /&gt;
Per le sue caratteristiche di manovrabilità e velocità è stata, fino all'avvento dei mezzi motorizzati, l'imbarcazione veneziana più adatta al trasporto di persone in una città come Venezia, le cui vie acquee sono sempre state la via più usata per i trasporti.&lt;br /&gt;
La gondola è composta da 280 diversi pezzi, fabbricati con varie essenze di legname.&lt;br /&gt;
La sua costruzione richiede solitamente più di un anno.&lt;br /&gt;
Un tempo veniva costruita e ricoverata in rimessaggio in piccoli cantieri detti squèri come ad esempio lo squero di San Trovaso.&lt;br /&gt;
Lunga all'incirca 11 metri e di caratteristica forma asimmetrica, con il lato sinistro più largo del destro, può essere condotta da uno o due rematori che vogano alla veneta, cioè rivolti verso la prua.&lt;br /&gt;
Il lungo remo è manovrato appoggiandolo ad una sorta di scalmo libero denominato fórcola, che si inserisce in un'apposita fessura e viene sfilato dopo l'uso.&lt;br /&gt;
L'asimmetria serve a semplificare la conduzione a un solo remo. La molto accentuata asimmetria delle gondole attuali è comunque di introduzione piuttosto recente: progetti della fine dell'Ottocento dimostrano che, all'epoca, la forma era solo marginalmente asimmetrica.&lt;br /&gt;
 Malgrado la considerevole lunghezza, la gondola è estremamente maneggevole, grazie al fondo piatto e alla ridotta porzione di scafo immersa, e può essere manovrata anche in spazi angusti. Le manovre richiedono però una notevole abilità da parte del conduttore, detto gondoliere, che deve essere dotato di un senso dell'equilibrio molto sviluppato in quanto la posizione di voga all'estremità della poppa è assai instabile. Per evitare scontri, vi è l'usanza di avvertire alla voce quando si svolta in un rio stretto e i tipici richiami (òhe) sono divenuti un elemento caratteristico della città.&lt;br /&gt;
Attualmente le gondole sono imbarcazioni aperte ma, sino ai primi anni del secolo scorso, erano dotate di una cabina smontabile detta fèlze. Quando Venezia era una città con un numero di abitanti molto più elevato dell'attuale e non erano stati realizzati i cospicui interramenti dei rii (avvenuti in epoca ottocentesca) la gondola costituiva il mezzo di trasporto per eccellenza. Le permanenze a bordo potevano quindi essere piuttosto lunghe e, con il clima invernale veneziano, la copertura del fèlze consentiva una certa confortevolezza e intimità.&lt;br /&gt;
Il tradizionale colore nero dell'imbarcazione è conseguenza di un antico decreto suntuario del Senato veneziano volto a limitare l'eccessivo sfarzo nella decorazione delle gondole, anticamente dipinte di colori sgargianti e coperte di stoffe preziose e dorature.&lt;br /&gt;
Le famiglie nobili possedevano una o più gondole de casàda con cui si facevano trasportare per affari o diporto. I cosiddetti freschi, occasioni di incontro e mondanità, erano vere e proprie passeggiate in barca che si svolgevano per la città. Questa abitudine dette origine anche ad un genere musicale, la cosiddetta canzone da batèlo, che ebbe il suo massimo fulgore nel Settecento ma che ancora oggi è molto praticata a scopi turistici.&lt;br /&gt;
La corporazione dei gondolieri è stata sempre governata da uno statuto, detto Mariègola, in cui si stabilivano i doveri degli appartenenti. Dagli atti della corporazione è possibile desumere una serie di interessanti notizie, sia tecniche che economiche. Ad esempio è documentato che alla metà del Settecento le gondole a Venezia fossero all'incirca millecinquecento&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Font : Wikipedia&lt;/p&gt;</media:description>
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			<title>Venice - Jonathan Livingston</title>
			<link>http://www.flickr.com/photos/luigistrano/3225676506/</link>
			<description>			&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/people/luigistrano/&quot;&gt;Luigi Strano&lt;/a&gt; posted a photo:&lt;/p&gt;
	
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/photos/luigistrano/3225676506/&quot; title=&quot;Venice - Jonathan Livingston&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://farm4.staticflickr.com/3494/3225676506_c7fa3d81a5_m.jpg&quot; width=&quot;240&quot; height=&quot;183&quot; alt=&quot;Venice - Jonathan Livingston&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;The Yellow-legged Gull (Larus michahellis) is a large gull of Europe, the Middle East and North Africa. It is sometimes considered to be part of the same species as the Caspian Gull and the combined species is then called Larus cachinnans.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il gabbiano reale zampegialle ( gabbiano reale mediterraneo) (Larus michahellis) è un uccello appartenente alla famiglia dei Laridi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 .&lt;/p&gt;</description>
			<pubDate>Sun, 25 Jan 2009 07:10:00 -0800</pubDate>
			                        <dc:date.Taken>2008-05-23T12:05:31-08:00</dc:date.Taken>
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    <media:description type="html">&lt;p&gt;The Yellow-legged Gull (Larus michahellis) is a large gull of Europe, the Middle East and North Africa. It is sometimes considered to be part of the same species as the Caspian Gull and the combined species is then called Larus cachinnans.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il gabbiano reale zampegialle ( gabbiano reale mediterraneo) (Larus michahellis) è un uccello appartenente alla famiglia dei Laridi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 .&lt;/p&gt;</media:description>
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